Ladys and gentlemen from Los Angeles California...The Doors!
Roadhouse Blues
di The Driller Killer
In una recente intervista i Doors e Ray Manzarek sottolineavano una volta di più la loro ritrosia nei confronti di questa pellicola del 1991 di Oliver Stone definita soprattutto dal compianto tastierista come "puro veleno". La colpa che i Doors attribuivano al film del grande regista americano era quella di aver fatto della storia della vita di musicisti e esseri umani un circo di star strafatte capeggiate dall'istrionico King Lizard, il più strafatto di tutti: Jim Morrison.
Una critica che da molti punti di vista ha ragion d'essere ma che non prende in considerazione alcuni aspetti importanti. Innanzitutto si tratta di un film, un'opera per quanto realistica o affine alla realtà di finzione e di sintesi che ha contribuito non poco a consolidare e accrescere il mito di Jim Morrison e della band tra i giovani dell'epoca e delle generazioni successive. D'accordo! il poeta sempre ubriaco, che si caccia continuamente nei guai in una sorta di spirale autodistruttiva, scritta fin da bambino nel suo destino, e' una forzatura; la band succube dell'ingombrante figura del mito che spesso appare comprimaria e' una grande bugia e la Pam Courson debole e perennemente cornificata e' un'esagerazione del resto ben rappresentata da una svampita e eterea Meg Ryan, talmente improbabile nella parte da non essere credibile.
