My Morning Jacket - The Waterfall
"Ma l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale", cantava il poeta. Conobbi i My Morning Jacket quattro anni fa, in occasione dell'uscita del loro precedente album Circuital, che inserii in questa stessa rubrica tra i miei preferiti del mese, definendolo un "classico disco indie dei nostri tempi, molto ben riuscito" (recensione qui). A stupirmi fu soprattutto la capacità di questa band di Louisville, Kentucky, di creare trame sonore sempre moderne ed attuali, seppur ancorate ad un piglio compositivo sostanzialmente semplice e rispettoso della tradizione (tantissimi i riferimenti che si potrebbero citare: George Harrison, la west coast dei 70 e la east coast degli 80, Wilco, il progressive rock britannico...). Qualità che ora si ritrovano in forma ancor più matura e definita in The Waterfall, che probabilmente convince ancor più del precedente in virtù di una maggiore immediatezza complessiva. Tradizione, s'è scritto, ma non citazionismo. Fra tante band contemporanee che copiano impeccabilmente e scolasticamente stilemi tipici di correnti musicali degli anni 70, 80 e 90 ed altrettante band che alla ricerca del "nuovo" si perdono in territori sonori ai limiti del sofismo, i My Morning Jacket spiccano grazie a canzoni pop dai ricchi arrangiamenti, ma anche di grande semplicità, sempre perfettamente ancorate fra passato, presente e futuro. Dopo una partenza un po' lenta, il suadente equilibrio con cui The Waterfall si dipana attraverso i suoi 10 pezzi (15 nella versione "Deluxe"), ci porta dunque a parlare stavolta non solo di un album "ben riuscito". Ma di un album invero riuscitissimo. Gaudemus igitur!
In una parola: riuscitissimo
Giudizio: 4 palle
