di rsk
2003: Radiohead - Hail to The Thief
Come gia' chiarito dall'immondo Seimani
a suo tempo, quanti hanno sogghignato e piu' o meno segretamente goduto per la stroncatura forse nemmeno eccessiva dell'ultima fatica dei Radiohead (
Kings of the Limbs) non hanno diritto di cittadinanza su questo blog! Per due buone ragioni: la prima e' che nella migliore delle ipotesi costoro sono i classici critici "cazzoni" che devono per forza sbavare dietro alle novità come se un gruppo "valesse" solo per il tempo in cui esce e i dieci minuti successivi e la seconda e' che si tratta di smemorati che hanno gia' dimenticato la quantita' di capolavori ancorche' recenti che i 5 dell'Oxfordshire hanno lasciato alla storia della musica.
Hail to The Thief ha gia' sulle spalle un decennio. Minchia! Un disco epocale in realta' non invecchia...e questo disco lo dimostra. Extraufficialmente dedicato al paese della Libertà, e al "furto" elettorale di quel cowboy alcolizzato che risponde al nome di
georgeWbush, che nella sua lunga carriera di Presidente degli Stati Uniti d'America (e' la democrazia, bellezza!) ha dichiarato guerra all'Iraq e all'Afghanistan rendendosi responsabile di centinaia di migliaia di morti oltre ad essersi circondato di amicizie quantomeno criticabili (vd.foto),
"Osanna al Ladro" segna il ritorno del gruppo alla forma canzone dopo la svarionante e magnifica parentesi di
Kid A e
Amnesiac. Un disco pieno di gemme preziose che consolida lo stato di grazia della piu' grande band degli anni '00. Difficile scegliere; nel dubbio consiglierei di cominciare con
2+2=5 e non interrompere l'ascolto fino a
A Wolf at The Door,
ne vale la pena.