E' difficile trovare la parola che possa definire un disco come Lingo degli Almamegretta. Comprai questo album esattamente quando uscì, nel 1998, e trovandomi a riascoltarlo nel corso di questa corta estate calda, ho avuto modo di rendermi conto di come, a distanza di quasi 15 anni, la sua attualità e la sua peculiare bellezza siano ancora integralmente intatte.
Mediterraneo e cosmopolita, elettronico ma saldamente ancorato alla musica più tradizionale, il fascino dell'opera risiede nell'improbabile armonia dei suoi contrasti, che nelle sue levigate trame sonore e ritmiche vengono fatti a pezzi e resi un tutt'uno, dove ogni contrapposizione diventa prezioso tassello del variopinto mosaico complessivo.
Registrato a Londra, in anni in cui il gruppo napoletano riuscì ad attirare l'attenzione niente meno che dei Massive Attack, Lingo è un album maturo, completo, ed onnicomprensivo.
Difficile dunque trovare la parola che possa definire questo disco, perchè si nutre di un'arte che si fa totalizzante.

