"Del successo me ne sbatto:
l'ho fatto.
Lo farò, lo sto facendo,
l'ho fatto."
Squallor (recensione qui) non è un disco come tutti gli altri. Non lo è soprattutto per Fabri Fibra che spogliatosi delle vesti di popolare rapstar ha deciso, non a caso, di promuoverlo solo attraverso i social network, rinunciando completamente a passaggi in radio e TV. Album spigoloso, amaramente intimista e punk, a tratti, nel suo piglio, è una creatura aliena difficimente inquadrabile all'interno delle usuali proposte offerte dal panorama hip hop italiano. Il primo a saperlo è lo stesso rapper di Senigallia, che dopo avere eseguito i primi tre pezzi dello show ringrazia con sentita sincerità tutti i presenti, per avere capito un'opera siffatta ed averla sostenuta portando il Fabrique al sold out. Fra i presenti, anche due musicanidi ormai avviati verso la quarantina: il sottoscritto ed il sempre valido amico Jebediah Wilson, che proprio Squallor è riuscito ad avvicinare un po' di più a certo rap che prima d'oggi avevamo sentito sempre un po' lontano.
Qui sotto, vi racconto il resto.


