Visualizzazione post con etichetta Fabri Fibra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fabri Fibra. Mostra tutti i post

Fabri Fibra Live @ Fabrique, Milano 17.10.2015

di Maurisio Seimani

"Del successo me ne sbatto:
l'ho fatto. 
Lo farò, lo sto facendo, 
l'ho fatto."

Squallor (recensione qui) non è un disco come tutti gli altri. Non lo è soprattutto per Fabri Fibra che spogliatosi delle vesti di popolare rapstar ha deciso, non a caso, di promuoverlo solo attraverso i social network, rinunciando completamente a passaggi in radio e TV. Album spigoloso, amaramente intimista e punk, a tratti, nel suo piglio, è una creatura aliena difficimente inquadrabile all'interno delle usuali proposte offerte dal panorama hip hop italiano. Il primo a saperlo è lo stesso rapper di Senigallia, che dopo avere eseguito i primi tre pezzi dello show ringrazia con sentita sincerità tutti i presenti, per avere capito un'opera siffatta ed averla sostenuta portando il Fabrique al sold out. Fra i presenti, anche due musicanidi ormai avviati verso la quarantina: il sottoscritto ed il sempre valido amico Jebediah Wilson, che proprio Squallor è riuscito ad avvicinare un po' di più a certo rap che prima d'oggi avevamo sentito sempre un po' lontano.
Qui sotto, vi racconto il resto.

Fabri Fibra - Squallor (2015)

L'hip hop normalmente schifato dai raffinati ascoltatori dell'alt-rock su questo blog lo sdoganammo già mesi fa, allorchè il sottoscritto recensì entusiasta Mr. Simpatia del signor Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, definendolo un capolavoro della musica del nostro paese. Pochi giorni fa il controverso rapper di Senigallia è tornato sulle scene pubblicando a sorpresa Squallor, ottavo album in studio della sua più che decennale carriera. Torno a insistere: come spesso si usa fare in molti ambienti snob della critica musicale italiana, si può schifare e rifiutare completamente il genere e la sua estetica, ma nel momento in cui lo si accetta e ci si apre al suo ascolto, allora non si può che ammettere che del suddetto genere il nostro sia un incontestabile numero uno. Invettive, polemiche, accuse di infiacchimento ed imborghesimento: Fabri Fibra rimette tutto e tutti al proprio posto ripresentandosi con un album graffiante, cupo, spigoloso, per niente orecchiabile, alienato quanto basta e piacevolmente surreale nei testi. Ad un ascolto distratto potrebbe apparire un'opera poco riuscita, ma in verità è l'esatto opposto: Squallor è un album che volutamente rinuncia all'immediatezzza tipica dell'hip hop proprio nel tentativo, riuscito al 100%, di distinguersi e porsi su più alti livelli rispetto a tutto il resto. D'altro canto è proprio quel mondo, e più in generale quello dello star-system, a venire messo in discussione e ad essere sviscerato appunto in tutto il suo squallore. Come in un amaro concept album dalle tinte scure il tema si ripete ossessivamente, scardinando a 360 gradi tutti i clichè e le storpiature create da quel sistema: "La fuori è soltanto una corsa al successo, tutti gareggiano, tutti danno il peggio, è un mega parcheggio di troie in Porche!". La chiusura del primo pezzo dell'album non lascia speranza,in un meccanismo in cui il pubblico ordinatamente "prende sempre la parte più facile", "il 99% della scena rap è finzione", "l'Universal produce cani e porci", e "i rappers per essere famosi smettono pure di fare i rappers", mentre "questa musica" che normalmente "va contro un sistema intero" in Italia fa "l'esatto opposto". Ma nemmeno la strada ed il mondo reale offrono conforto: Milano è descritta come una claustrofobica creatura attraversata da glaciali canti di sirene e cattivi esempi da seguire, la voglia di fuga e l'amore sono frustrati da una realtà che ti incatena sempre nelle stesse situazioni. nemmeno la politica dà speranza creando solo verità effimere. Rimane giusto un po' di spazio per quel pizzico di sarcasmo ed autoironia che nei suoi album, Fabri Fibra, non si fa mai mancare. Sarcasmo che trova la sua sublimazione in Il rap nel mio paese, con il quale il nostro risponde per le rime a Fedez, dopo che questi l'aveva citato come esempio di "rap di merda" durante una puntata di X-Factor. Non propriamente un dissing però: la risposta, in verità molto matura, sembra invece avere i toni di uno scanzonato rimprovero che un adulto potrebbe fare ad un ragazzino troppo altezzoso, cui si dà un derisorio "benvenuto" in un "mondo di folli", con l'avvertimento che forse un giorno quel mondo sarà pronto a sbranarlo. Prodotto intelligente, quadrato, totalizzante, intenso, e perfettamente riuscito per quanto voleva essere Squallor si impone dunque come imbrescindibile capitolo della produzione del fu "Mr. Simpatia" e, a ben vedere, della storia tutta del rap nel nostro paese.  
Il Re è morto, evviva il Re. (Maurisio Seimani)

Meid in Italy, consigli per gli ascolti : Fabri Fibra - Mr. Simpatia

di Maurisio Seimani

"Ho il cervello bollito 
e un coglione indolenzito 
ho un acido in circolo che ancora non ho smaltito 
rinfaccio a mia madre il giorno in cui mi ha partorito 
come auguro la morte ad ogni stronzo che mi ha tradito

Io non rimo 
inietto veleno in questo casino
lancio freccette sulla mia foto da bambino
e se ancora non mi ammazzo
è grazie al cazzo."
(L'uomo nel mirino)

Certo certo, perché l’hip hop, almeno quell’ hip hop qui è ”tutto un schifo”. A noi ci hanno cresciuto a base di Frankie Hi Nrg, 99 Posse, Assalti Frontali, Caparezza e invece questi sono tutti dei coglionazzi no?, che meglio avrebbero fatto a restarsene rintanati in quelle periferie da cui sono venuti. Si vestono come degli imbecilli, parlano come dei ritardati e si atteggiano a paladini d’una cafonaggine che fa semplicemente ribrezzo (e tutti quei ragazzini idioti che gli vanno dietro poi!)

Questo il comune pregiudizio. Spesso partorito peraltro da soggetti già ormai vicini ai quarant'anni. Sembra di sentire Frank Sinatra, quando sparava merda su Elvis ed il rocknroll. E invece qui ci toccano i tempi dei Club Dogo, dei Fabri Fibra, degli Emis Killa, dei Marracash… va bene…non sarà esattamente la stessa cosa: il rocknroll è andato avanti e certo hip-hop sembra fermo lì da anni, ma sarà del tutto vero poi?