di Il Duca
L'uomo col cappello torna a Milano, e ci ricorda che la grande musica può rendere il mondo migliore e permettere perfino di sopravvivere al proprio mito.
L'uomo col cappello torna a Milano, e ci ricorda che la grande musica può rendere il mondo migliore e permettere perfino di sopravvivere al proprio mito.
21 Novembre, in una gelida nottata, in compagnia dell'ottimo The Widcatter, parcheggiamo non lontani dal Teatro degli Arcimboldi dove si esibirà Bob Dylan.
Già a distanza di un isolato si iniziano a notare diversi esponenti delle forze dell'ordine ed arrivati in prossimità del teatro restiamo stupiti dall'ingente dispiego di uomini e mezzi.
Del resto l'uomo che si esibirà di lì a poco sul palco è un vero e proprio monumento vivente e come tale va tutelato.
Superati i minuziosi controlli ci accomodiamo in seconda galleria, non proprio sotto il palco dunque, ma appena la musica ha inizio è chiaro che ce la godremo alla grande: il teatro ha un'ottima acustica e il suono della band è perfetto, i volumi non troppo elevati rendono giustizia agli arrangiamenti raffinati che i cinque musicisti sul palco snocciolano, colorando la musica di Dylan ora di blues, ora di rag time, ma anche passando con disinvoltura dal country allo swing.






