di RSK
Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.
Lewis Carrol
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.
Lewis Carrol
MERCURY REV (2005)
Ormai distanti dalle evoluzioni pischedeliche di inizio carriera (1991) e dalle pietre miliari come Deserter's Song (1998) i Mercury Rev di dieci anni fa sono ormai dediti al pop e alla forma-canzone. Stilosi e quasi eterei condiscono con strumentazioni orchestrali un disco in realtà poco ricco di novità. Non è certo un'opera invecchiata bene The Secret Migration. Riascoltandola dopo dieci anni si ha come l'impressione, per una volta, che sia molto piu' vecchio. E' pero' un'interessante spunto per scoprire l'evoluzione concettuale di musica di un gruppo che per un certo periodo, pur rimanendo nell'ombra aveva fatto gridare al miracolo sul versante psichedelia. Estensione sonora del precedente All Is Dream, gioca molto sui crescendo sonori e i cori angelici, nell'idea del gruppo vorrebbe essere il disco del definitivo sdoganamento dall'indie ma in realtà e' per cosi dire un incartamento. Perché parlarne dunque? Perché malgrado questa poco edificante recensione ai tempi fu uno dei miei ascolti preferiti e mi accorgo solo ora del suo peso vedendolo da lontano con una lente di rimpicciolimento.
