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Musicanidi di Maurisio Seimani: Nicole Willis & The Soul Investigators, Gnoomes, John Grant

di Maurisio Seimani

Nicole Willis & The Soul Investigators - Happiness in every style

E' incredibile come nel terzo millennio ci si possa ancora arrendere ad un tradizionalissimo disco soul. Eppure sistematicamente succede: non è infatti la prima volta che tirando le somme degli ascolti più convincenti del mese nell'ambito di questa stessa rubrica, mi sia ritrovato a concludere che tra questi dovesse figurare anche un disco che sembrava provenire dal catalogo anni 60 della Motown o della mitica Stax. E rieccoci al dunque: una voce suadente, graffiante e provocante, una sezione fiati che si dondola "come un palmizio davanti a un mare venerato", un flauto anni 70 che si fa largo tra le linee, ed un impianto ritmico abbastanza esotico da far danzare quelle tigri che un tempo furono tanto care a Ligabue (Ligabue Antonio, obviously...). Davvero nulla di nuovo perciò nella musica di Nicole Willis (newyorkese trapiantata a Helsinki) e dei suoi Soul Investigators, ma Happiness in every style è un flusso ammaliante di RNB, soul, funk, jazz, afro nel quale, abbandonata ogni pretesa di scovarci qualsivoglia novità, è bello abbandonarsi.  Ripensandoci col senno di poi: è davvero così incredibile che nel terzo millennio ci si trovi ancora ad arrendersi di fronte ad un buon disco soul? Beh, a onor del vero forse non lo è così tanto, semprechè quel soul...sia vero SOUL!
In due parole: vero soul.
Giudizio: 4 palle


Musicanidi di Maurisio Seimani: Suuns, Atoms For Peace, John Grant

a cura di...Maurisio Seimani

Suuns - Images du futur


Mi chiedo se i Suuns, quando hanno deciso di intitolare il proprio disco Images de futur, non l'abbiano fatto sapendo di avere per le mani una vera e propria bomba. Il futuro è qui, ora, e potrebbero essere quattro ragazzi di Montreal, sui quali al momento non esiste nemmeno uno straccio di pagina su Wikipedia. Nel mare delle proposte alternative rock, che mensilmente affollano le pagine delle riviste e dei siti specializzati, Images de futur appare come una gigantesca onda anomala di prorompente bellezza. Si inizia dal rabbioso caos di Powers of ten, ma tutto ciò che viene dopo è invece ordinata delizia per i timpani: ottime le melodie del cantato, eccellenti gli arrangiamenti, trascinanti le ritmiche. Il tutto contribuisce a creare un'opera elegante, innovativa,  ed ammaliante, che senz'altro si farà ricordare come una delle migliori prodotte quest'anno. Probabilmente, nel suo genere, uno dei dischi più belli che mi sia capitato d'ascoltare dall'ottimo esordio degli Alt-J dell'anno scorso, ma se possibile: più maturo, completo e coinvolgente. Talvolta perdersi in quell'immenso mare che è l'indie moderno può rivelarsi anche terribilente noiso. E' incontrare maestose onde di siffatto fascino, che ridà un senso a tutto il viaggio.
In due parole: perfect wave.
Giudizio: 4 palle e mezza.