Visualizzazione post con etichetta Outsiders. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Outsiders. Mostra tutti i post

Around the world: New Orleans and the Sweet Street Symphony

di Johnny Clash

Sweet Street Symphony??? E chi cazzo sono gli Sweet Street Symphony? Lasciate allora che vi racconti cosa successe quella sera che mi ritrovai a fumarmi un sigaro passeggiando per le vie di New Orleans...

L'imbeccata fu di spingersi fino a Frenchmen Street. Non che ad oggi la vecchia e gloriosa Bourbon Street sia del tutto priva di fascino, ma è nella via dei francesi che oggi pulsa ancora vivido e forte il cuore sgangheratamente festaiolo della culla del jazz, della Big Easy, dell'incontrastata regina del Mardi Grass, sua maestà New Orleans! Che grande stella si esibirà al mitico Sun Harbor stasera e chi sono quei ragazzi bianchi che ci stanno danno dentro con lo swing nel popolarissimo The Spotted Cat? Entriamo a buttare un'occhio ed ecco che che un vegliardo nero col cappello a tesa larga che sembra uscito da una puntata di Starsky & Hutch sale sul palco ed improvvisa dei vocaleggi unendosi al gruppo...io e la mia compagna sorridiamo divertiti per la tenuta bizzarra del personaggio e subito veniamo richiamati all'ordine da un avventore del locale che assomiglia spaventosamente a Michael Moore che subito ci segnala "Hey man, no jokes here, he is mr..." (nel frastuono non capisco il nome) "and he's a big master...a BIG MASTER!". Faccio un cenno per far intendere d'aver capito, accenno un brindisi, e nel frattempo entra un'allegra compagnia  di coppie vestite come negli anni 30 che comincia a darci dentro con gattopardeschi passi di danza.

Outsider - Interpol, "El Pintor" (2014)

di TommyThecaT

....sventurateddu.....
                                                                                                                                       ("Tidal Wave")

Prima di parlare del nuovo album degli Interpol è necessaria una piccola premessa.
Fin dal lontano Agosto 2002 quando pubblicarono "Turn On The Bright Lights" (se per caso qualcuno non l'avesse mai ascoltato, lasci pure perdere la recensione e voli sul tubo), mi resi disponibile, nel pieno delle mie facoltà mentali, a essere schiavizzato dal gruppo statunitense. Da più di dieci anni sono lo zerbino all'ingresso del loro studio e ogni santo giorno mi faccio calpestare e riempire di schifezze. Nei ritagli di tempo vengo usato come posacenere umano: non so quante sigarette son state spente sulla mia povera lingua. Non sono pertanto la persona più attendibile per parlare di "El Pintor", quinta uscita discografica del trio della grande mela dopo l'uscita dal gruppo del bassista Carlos Dengler.

Outsiders: Tahliah Debrett Barnett (...Formerly Knows As Twigs)

di Tommy ThecaT

La ventiseienne londinese Tahliah Debrett Barnett entra nel mio piccolo universo sonoro in punta dei piedi, senza troppi annunci o clamori o recensioni mirabolanti, semplicemente con un video proposto dalla sua casa discografica ("Two Weeks"). Mi colpisce subito la sua semplice bellezza di stampo etiope, la voce carica e leggera e sussurrata allo stesso tempo ma ancor più le complicate trame elettroniche che sostengono il pezzo. Mi piace. Devo approfondire. 

Dietro a un nome abbastanza merdoso (FKA Twigs, formerly known as Twigs), si nasconde un'artista di cui fino a un mese ignoravo l'esistenza. Scopro che dopo due EP dal nome molto semplice (EP1 e EP2 tanto per non confonderli) T.D.B. ha appena pubblicato l'album di debutto LP1 (non ci si può sbagliare). Tahliah canta, suona, balla, è una deliziosa factotum. Nelle dieci tracce lo spazio lasciato libero dalla sua voce tipicamente r'n'b viene occupato da una serie di costruzioni elettroniche che abbracciano (forse in modo molto furbo per accontentare un po' tutti) diversi sottogeneri: il triphop bristoliano, il dub rallentato, il glitch frammentato e disturbante, il dubstep ossessivo. I ritmi sono scomposti e apparentemente disordinati, gli accumuli elettronici fitti e barocchi. Escono dieci pezzi molto piacevoli, stranianti e coinvolgenti. Album costruito egregiamente, forse eccessivamente sovraprodotto che regala momenti stupefacenti ("Lights On" e "Two Weeks" su tutti). 

Picore: An Outsider Out Of the World

di TommyThecaT 

Se una persona cava l'occhio a un altro,
gli venga cavato l'occhio.
Codice di Hammurabi



Se il critico musicale inglese Simon Reynolds ha avuto l’intuizione di coniare nel 1994 un termine oramai divenuto fondamentale come “POST-ROCK”, chi sono io per far esordire su musicanidi, a caratteri cubitali, il termine “ANTE-ROCK”? “Ma chi sei tu per proporre l’ennesimo sottogenere musicale”, diranno subito i miei gentili lettori. 
Nessuno anche se sono uno dei pochi che ha ascoltato e apprezzato “Assyrian Vertigo”, stranissimo album del 2011 dei francesi Picore alla loro terza uscita dopo “Discopunkture” (2003) e “L'Hélium Du Peuple” del 2006. 

Jeff Ament - While My Heart Beats

di TommyThecaT

Nel mare nostrum delle uscite musicali ci si può facilmente perdere, si può andare alla deriva con pubblicazioni alquanto discutibili, si può naufragare su un’isola deserta con l’album perfetto. A volte ci si può anche incazzare e di brutto! Eran quasi quindici anni che aspettavo un nuovo LP decente dei Pearl Jam (l’ultimo degno di nota è, a mio parere, “Binaural” del 2000) quando, per strano caso del destino del “cercatore d’anime”, mi ritrovo fra le mani il secondo album di Jeff Ament (il primo “Tone” è del 2008), storico bassista dei PJ. Incuriosito lo ascolto e rimango attonito a bocca aperta. Ma perché cazzo non l’ha proposto al resto dei PJ, regalando così ai loro fan una preziosissima uscita? Perché quel “bastardo” l’ha voluto tenere nascosto  a Vedder e compagni? Forse perché pure lui ne ha piene le palle di quello che suonano i PJ? Perché tocca a me, sfigatissimo TommyThecaT, pubblicizzarlo a un miliardesimo (o meno) di mondo? Perché? 

Eels "The Cautionary Tales Of Mark Oliver Everett"

 “Chiunque non rimanga sconvolto dalla teoria quantica, non l’ha capita"
(Niels Bohr, fondatore della moderna teoria quantica)
“Gli altri muoiono; ma io non sono un altro; dunque io non morirò”
(Vladimir Nabokov)

"MISTAKES OF MY YOUTH" è il secondo estratto del nuovo album degli EELS "THE CAUTIONARY TALES OF MARK OLIVER EVERETT" in uscita il prossimo 22 Aprile. L'artista sarà presto anche in Italia per due date nel prossimo luglio (17 luglio a Firenze al Teatro romano di Fiesole e il 18 luglio a Milano all'Auditorium).

Forse non tutti sanno che Mr E  (Mark Oliver Everett), o più semplicemente E, il frontman one-man-show del gruppo è figlio del noto fisico statunitense Hugh Everett III famoso per aver formulato nel 1957 la nota teoria “Interpretazione a molti mondi” (spesso abbreviata con terminologia anglosassone MWI: Many Worlds Interpretation) che introduce l'idea che una misurazione o una osservazione abbia come conseguenza la divisione della nostra realtà in molti mondi, in cui diversi risultati sono possibili. Secondo l'interpretazione a molti mondi, ogni evento è un punto di diramazione; si vive in diversi rami dell'universo che sono ugualmente reali ma che non possono interagire tra loro.

Dalla follia del padre alla follia del figlio! Ora si spiegano tante tante cose...


Temples: Sun Structures

di TommyThecaT

E’ arrivata la primavera o, forse, non se n’è mai andata. Tutto rinasce, tutto risplende, è tempo di passeggiate all’aperto in mezzo ai campi, è ora di abbandonare i vestiti pesanti dell’inverno per rotolarsi  felici in mezzo ai prati fioriti. E’ tempo di festeggiare, di urlare, di ballare al ritmo dell’ennesimo gruppo britannico, i ”Temples” from Kettering nel Northamptonshire.
Non preoccupiamoci di quello che si legge in giro e neppure di quello che leggerete qui! Sarà sicuramente il millesimo gruppo british-pop di giovanissimi che viene lanciato sulle scene, saranno fin troppo di moda coi loro cori e falsetti che fanno tanto “scarrafoni anni sessanta”, sarà il milionesimo gruppo che si dà alla neo-psichedelia (in questo caso targata “India”) ma CHISSENEFREGA. L’album non mostra alcunchè di originale (pure le facce dei quattro “templari” non spiccano per originalità), tutto arriva direttamente dai grupponi storici (The Beatles, The Byrds, The qualcos’altro) e viene rivisitato e riammodernato con le tecnologie odierne. Il risultato? Un gran disco che, una volta partito, viene assimilato in un nanosecondo dalla masse cerebrali prontissime a lanciare scosse elettriche ai 4 arti che inizieranno a dimenarsi quasi per incanto.

Outsiders

by The Ghost Of Maurisio Seimani


In questo post sono raccolte tutte le recensioni outsiders ovvero recensite da musicanidi nella spalla destra del blog e che per un motivo o per l'altro non hanno trovato spazio nella colonna centrale, in rigoroso ordine cronologico...buona lettura.