The Monkey Weather - New Frontiers

a cura di Frank Pozzanghera, testo di DeMarga

"Caro amico ti scrivo...". Avete presente quella trasmissione che fanno in TV dove c'è una signora bionda con un timbro di voce molto vicino a quello di Piero Pelù, che fa incontrare due persone che non si vedono e non si vogliono vedere da anni, presumibilmente in cambio di vile pecunia? Sì, "C'è posta per te" si chiama. Bene, oggi scorrendo la nostra posta troviamo invece una lettera di DeMarga per il nostro Tommy ThecaT in cui tre malcapitati vengono tirati in ballo quali artisti degni d'essere nominati da questo blog ignobile. Qui sotto il resto. Enjoy.

“Caro TommyThecaT

Oggi ti voglio parlare di un gruppo che proviene dalla mia Domodossola, cittadina che si trova ad una manciata di chilometri dal confine con la Svizzera e famosa nei decenni scorsi per il contrabbando proprio con il vicino territorio elvetico. Terzo disco per la band Ossolana e terzo centro senza dubbio alcuno! Album che scorre con disinvoltura ed assoluto piacere nella sua breve durata; non così immediato come i due predecessori. Infatti mi ci è voluto qualche ascolto in più per farmi un’idea precisa. Da sempre sostengo che l’esame di un disco deve necessariamente partire proprio dalla sua copertina; spesso e volentieri essa racchiude già gran parte delle caratteristiche che verranno in seguito sviluppate nello scorrere delle canzoni incluse. Quella mela sul tavolino, quella tenda rossa con una sfera bianca attaccata: rimandi fin troppo evidenti alle copertine dei due precedenti lavori. E’ un dato di fatto che ”New Frontiers” vuole guardare e rifarsi al passato musicale dei The Monkey Weather; con in aggiunta una consapevolezza ed una crescita che si evidenzia nell’ascolto delle singole canzoni. Bella l’idea di una sorta di concept sulla frontiera odierna; sul nostro pazzo mondo con tutte quelle problematiche riguardanti i nuovi ed imponenti flussi migratori. E Domodossola, proprio per la sua posizione geografica, rappresenta un passaggio, un’apertura verso l’Europa: un viaggio verso la speranza e una nuova vita.


Ottima produzione, bei suoni senza perdersi in troppi inutili orpelli; certo non si inventano nulla i tre ragazzi, andando a pescare a destra e a mancina in tutta quella Musica (notare la lettera maiuscola) che amano. Ma lo fanno con assoluto gusto e con quella giusta sfrontatezza: molto ma molto bene direi. 

L’inizio del disco mi ha fatto rizzare quei pochi capelli che ancora mi rimangono! “I’m so sorry” e soprattutto “Another Horizon” potenzialmente sono due singoli che “spaccano”. Con quel basso pulsante (un sommo piacere sapere che Peter Hook è uno degli idoli del bassista Paul) che fa da guida ai successivi intensi minuti: mi sono venuti subito in mente Kasabian, New Order ed Happy Mondays. Il Rock che entra in discoteca in una sorta di rave-party da ascoltare alzando il volume dello stereo a manetta. E che bella la voce di Paul, quasi distaccata e diametralmente opposta rispetto a quella del chitarrista Jolly: ma si compensano a meraviglia. 

Si prosegue con “Tomorrow” e qui il Brit-Pop dei mai dimenticati Oasis, quelli degli esordi o giù di li, viene a galla in maniera inequivocabile; subito dopo sono le chitarre staccate e nervose di “October 85” a farmi provare un altro brivido perché aleggia l’ombra dei Police. Ed arriviamo spediti al brano che meno mi convince, ovvero la cover di “Police on my back”: i Clash restano uno dei miei assoluti must musicali ed è difficile confrontarsi con loro. Non ho detto che hanno fatto un cattivo lavoro, ma preferisco di gran lunga l’originale; anche se la loro versione, così sguaiata ed irriverente, mi ha addirittura ricordato i Pogues. 

“Try to be the best” è invece un altro centro perfetto: brano easy ed accattivante, con quel finale vigoroso e rumoroso alla Nirvana-Blur; ma il mio pezzo preferito dell’album è “Sandy Vagina” (e te pareva!!!). Tre minuti dove tirano fuori gli artigli e viaggiano a rotta di collo, con un ritornello che ti entra subito in testa da tanto semplice, incalzante e “tirato”. Per me altro potenziale singolone. Si chiude con il remix di “Another Horizon”, con quel sintetico finale a metà strada tra i Depeche Mode dance pop degli esordi ed ancora i Kasabian (nella foto)

In conclusione (era ora dirai) un ottimo lavoro che da parte mia si merita il massimo dei voti. Dacci un ascolto Tommy: non ti deluderanno. Bravi, bravi davvero. 

Del resto “IT’S ONLY POP ‘N’ ROLL”!!!
Con la consueta stima, DeMarga."

5 commenti:

  1. Rinaldo Oricercato19 febbraio 2016 10:09

    Musicanidi pare sempre troppo presente nella scena Ossolese. Ma per caso non è che avete strani traffici transfrontalieri? Se sì, fatemi sapere. Pago ottime commissioni.

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  2. E' il signor DeMarga che pare fissato con Domodossola. Credo lo faccia aggratis. Qui non arrivano nemmeno i soldi per la carta igienica, caro Rinaldo, ma tanto siamo cani e non la usiamo. Non ti preoccupare che se scopriamo che il DeMa ci fa la cresta gli facciamo fare la fine di Wanna Marchi.

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  3. Ahahahahaha caro vecchio Musi canidi!!!! Va bene tutto, ma Vanna Marchi no ti prego!!!!!!!!!

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