Gill Landry - Gill Landry
"Se non è mai stata nuova e non invecchia mai, allora è una canzone folk", recita una splendida battuta del film A proposito di Davis dei fratelli Cohen. Bene, potrebbe essere questa la definizione più calzante per i dieci pezzi dell'omonimo album di Gill Landry, nel quale tutti i trucchi possibili che la moderna tecnologia rende disponibili per una registrazione in studio vengono accantonati a favore di una coinvolgente sincerità interpretativa, semplice ed onesta. Il tono confidenziale della voce di Landry, simile a quella di un compagno di sbronze incontrato per caso al bancone di qualche decadente bar della Louisiana, si adagia perfettamente su strutture classiche della tradizione folk americana, sempre ben sostenute da un istituzionale trio chitarra, basso, batteria che si muove impeccabilmente elegante e spontaneo. A impreziosire il tutto i duetti con Laura Marling e gli interventi misurati della tromba di Nick Etwell di Mumford & Sons e di un violino innaffiato nel bourbon, che qua e là si fa strada tra le linee melodiche delle composizioni. Nulla di innovativo o trascendentale, dunque, ma pezzi come Funeral in my heart, Just like you, Fennario e Long Road coinvolgono e conquistano quel tanto che basta per trasformare un altro qualsiasi disco di folk-music in un disco di folk music assolutamente da consigliare a cuor leggero. Di quelli che non saranno mai nuovi, ma che probabilmente non invecchieranno mai.
In una parola: folk
Giudizio: 3 palle
