Cani Lettori! Ten Years After anche questo mese vi offre un viaggio mozzafiato sulle montagne russe del tempo alla ricerca di perle dimenticate, gioielli sepolti sotto la polvere degli anni che passano o semplicemente storie che vale la pena ricordare. E' gratis, almeno finché non se ne accorge il nostro direttore.
di RSK
The Pink Mountaintops: The Pink Mountaintops (2004)
Forse non tutti sanno che Stephen McBean gia' noto alle cronache per il progetto Black Mountain ha da sempre coltivato un progetto parallelo il cui esordio risale al 2004. The Pink Mountaintops, nome del progetto e titolo del disco d'esordio, e' uno di quei preziosi gioiellini che di solito finiscono nel dimenticatoio e nel mucchio dei titoli minori ma che fa tanto fico conoscere. Sbagliereste a trattare così questo album. Come detto ha dieci anni sul groppone ma in questo caso la carta d'identita' non significa nulla trattandosi di musica che guarda inequivocabilmente al passato e in particolare agli anni '70 in uno stile a cavallo tra il rock psichedelico e l'acid rock con protagonista principale la chitarra. The Pink Mountaintops cavalca nelle praterie della musica con un piglio stoner ammaliante, scorre rapido e (in)dolore costringendo l'ascoltatore ad affezionarsi al tasto repeat. Echi doorsiani risuonano dilatati nell'anthem del disco I (Fuck) Mountain un pezzo degno di una Riders on The Storm cantata da Eddie Vedder, mentre il compianto Lou Reed e i Velvet Underground risuonano nelle note di Tourist in Your Town e ancor piu' nella conclusiva Atmosphere, provare per credere. Gran disco che ha il pregio di nascere vecchio e quindi di non invecchiare.

