Ten Second After: La Crisi è dentro di noi

NOTA DI REDAZIONE:
Ten Second After questo mese deve fare i conti con la crisi. Mi riferisco alla crisi di Musicanidi causata da una pesante contestazione al suo direttore Maurisio Seimani che e' culminata in settimana con le dimissioni di meta' della redazione in rivolta. Questo mese dunque RsK non curera' come di consueto la rubrica causa sciopero ad oltranza, dovuto, tra le altre cose, alle violente offese rivolte dal direttore al cantautore americano Bill Callahan. In via del tutto eccezionale il nostro copertinista Taddeo Roscioli sceglie e commenta 4 dischi 4 da non perdere questo novembre:


Money: The Shadow of Heaven

I Money da Manchester potevano almeno scegliersi un altro nome, visto che il fato  si era gia' divertito a farli formare in una delle citta' piu' importanti per la musica e nella quale non deve certo essere facile farsi notare. The Shadow of Heaven e' un disco d'esordio intenso e ricco di spunti. Caratterizzato da un indie pop debitore di molta della musica uscita da Manchester e dintorni dagli anni '80 in poi: dagli U2 passando per i Verve, gli Oasis o i primi Coldplay facendo apparire qua e la i fantasmi dark di un Robert Smith (Hold Me Forever) in vacanza alle Maldive. I Money colgono nel segno inanellando pezzo dopo pezzo un disco mai banale piacevolmente albionico, onirico e sognatore,  e che trova il suo punto di forza nella voce di Jamie Lee.


The Head and The Heart: Let's Be Still

Una conferma piena questa seconda prova del gruppo di Seattle che si attesta nei dintorni di un folk rock che ha come riferimento principale quello degli ormai affermati Okkervill River. Io pero' da buon nostalgico colgo in Let's Be Still un rimando al grandissimo Grant Lee Phillips deus ex machina dei fondamentali Grant Lee Buffalo e certe sonorita' East Coast alla Marcy Playground. Sorprendente, per certi versi, la piega che prende il disco alternando meteorologicamente parlando tempo sereno e tormenta. In definitiva: un'altra storia! Consigliato agli amici...


Mazzy Star: Seasons of Your Day

Inattesa quanto piacevole "esumazione" di uno dei piu' interessanti gruppi del alt rock anni '90. Con all'attivo solamente 3 dischi, tra cui il secondo So Tonight That I Might See (1993) e' caldamente consigliato, i Mazzy Star hanno avuto un indubitabile pregio; quello cioe' di aver portato alla luce la stella brillante di Hope Sandoval cantautrice dalla voce unica, protagonista con e soprattutto senza i Mazzy Star di una carriera notevole. A distanza di ben 17 anni dall'ultimo disco il gruppo torna alla luce con questo Seasons of Your Day.
Fin dalle prime note sembra evidente una cosa: i 17 anni di silenzio per quanto siano esistiti non sono passati! Il disco suona esattamente come allora e la cosa piu' interessante e' che non si tratta di un difetto. Come resistere poi ai sussurri suadenti di Hope accompagnati da una chitarra liquida e un atmosfera lisergica che si affianca allo sciabordio delle onde dell'oceano in un tramonto di fuoco...dove tutto sembra immobile.

  Of Montreal: Lousy With Sylvianbriar

Questo ritorno degli statunitensi di Montreal sembrerebbe il disco ideale per chi ama gli Elfi. Intendo dire quegli Elfi un po' sballoni che ciondolano da una parte all'altra filosofeggiando sull'impollinazione delle fragole...non so se mi spiego. Arcade Fire, Elf Power (e te pareva!), Flaming Lips sono i riferimenti di questi ennesimi paladini della psichedelia frikkettona made in Usa che non ha nulla a che vedere con la nobile psichedelia britannica. In questo Lousy With Sylvianbriar, Kevin Barnes, l'eccentrico leader, evita di strafare con le droghe pesanti, come accaduto in passato(questo e' il disco n.12 in 16 anni) e mette insieme 45 minuti che scorrono via piacevoli e senza eccessi per cui il nostro e' noto. In una parola: trip.

7 commenti:

  1. Di questi a me è capitato d'ascoltare Mazzy Star e Of Montreal...il primo mi piace molto, il secondo mica tanto, nonostante il sound accattivante e la strepitosa copertina.

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  2. Non avremmo mai pensato di sentirci tirare in causa da un blog facente capo a una persona spregevole come Seimani. Aspettatevi querele.

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  3. Tutto in Bill Callahan è schifosamente conformista e spaventosamente fascista.

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    1. Di fascista ci sarà solo il mio pugno che ti spaccherà il naso.

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    2. Maurisio Seimani2 marzo 2015 21:52

      Puoi firmarti M.S. ma non sarai mai Seimani pidocchio.

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  4. Ieri ascoltavo "She Hangs Brightly" del 1990 dei Mazzy Star... bell'album e grandissima voce.

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