Tarallucci e Vino: Ten Years After

Cari lettori. Non so se siete stati attenti ma noi italiani in questi ultimi giorni abbiamo dimostrato di poter fare l'impossibile. Abbiamo raddrizzato una nave. Non l'avete capito? E' un simbolo, un segnale un messaggio subliminale che ci fa capire che i tempi cupi sono finiti la crisi economica, sociale e esistenziale e' alle spalle. Siamo pronti per ripartire, imbottiti di allucinogeni e droghe sintetiche...tanto che ci frega, noi siamo quelli dei Tarallucci e Vino! Prima mandiamo tutto a puttane facendo cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare e poi facciamo un bel respiro profondo, voltiamo pagina e con due belle pacche sulle spalle e una risata liberatoria ci guardiamo negli occhi e ci diciamo che non e' successo niente mentre lungo il fiume passano i cadaveri. Questo ennesimo teatrino del cazzo mi ha fatto sprofondare in uno stato di pessimismo e depressione che nemmeno le dimissioni di Seimani potrebbero raddrizzare. Di che cosa siamo capaci? fino a che punto arriveremo? niente paura, basta aspettare e stare a vedere...ancora una volta stupiremo il mondo prima o poi. Intanto il tempo passa e molti anni dopo ci resta solo la musica di Ten Years After.

di RsK

2003: The White Stripes - Elephant

All'uscita di questo disco, nel 2003, i finti fratelli o finti sposi Jack e Meg White sono praticamente un oggetto di culto. Con un po' di Led Zeppellin nel cuore la loro formula musicale semplice e elementare, ma solo apparentemente, basata su chitarra voce e batteria risulta vincente soprattutto grazie a una manciata di pezzi azzeccatissimi figli di un garage rock cazzaro e divertente. Una gioiosa macchina da guerra insomma alla quale cominciano a far caso tutti, ma proprio tutti, tanto che questo disco si apre con un, si direbbe, "anthem" trasversale come Seven Nation Army che da Detroit entra nelle discoteche d'Europa per ritrovarsi non piu' tardi di 3 anni dopo negli stadi dei mondiali tedeschi del 2006. Incredibile! Incredibile ma piacevole. Piacevole come Elephant che ripetendo la formula del precedente  White Blood Cells fa il botto vendendo 5 milioni di copie in tutto il mondo cifre che visti i tempi che corrono risultano spaventose. 


1993: Dead Can Dance - Into the Labyrinth

"paesaggi sonori di incommensurabile grandezza e solenne bellezza; percussioni africane, folk celtico, canti gregoriani, mantra mediorientali e art rock."

Questa secondo Ian Macfarlane storico della musica la definizione piu' consona per spiegare a noi ignavi il fascino dei Dead Can Dance da Melbourne. Capitanati dalla dea Lisa Gerrard accompagnata per mano dal baritono Brendan Perry nel 1993 sfornano questo gioiello di world music. Ormai lontani, o meglio, oltre le atmosfere gotiche degli anni '80 piuttosto ricco di fascinazioni orientali e arabeggianti e capace di improvvise virate verso praterie desolate e lontane come la verde Irlanda, dove Perry vive, piu' vicine alla new age. Piu' che un disco un labirinto appunto in cui perdersi per ritrovarsi...come il mondo.

Consigli per gli ascolti: Yulunga (india) - Carnival Is Over (irlanda) - Saldek (africa) -

 

 1983: Echo & The Bunnymen - Porcupine

Parlando di world music e arabeschi sentitevi un po' l'incipit di questo disco con Cutter, pezzo che ospita sua maesta Ravy Shankar accompagnato da un violino in acido. Siamo negli anni '80 a cavallo tra post punk e new wave e gli Echo & The Bunnymen compiono a pieno il ruolo di alfieri della british invasion. 
Reduci dall'era Joy Division e con nelle orecchie il pop di Michael Jackson sfornano un disco che solo all'apparenza concede spazio alla musica commerciale. In realta' non troppo lontani risuonano gli echi della psichedelia e della follia (My White Davil). Disco per certi versi sorprendente soprattutto se parliamo di un gruppo che viene citato come fonte di ispirazione dai Coldplay.


1973: Inti Illimani - Viva Chile!

L'11 Settembre 1973 un colpo di stato militare appoggiato dagli Stati Uniti pone fine alla democrazia e alla vita del presidente eletto Salvador Allende. Pochi giorni dopo ha inizio la sistematica eliminazione e desaparicion di migliaia di persone. Tra questi nell' Estadio Nacional de Chile c'e' anche Victor Jara uno dei piu' importanti cantautori latino americani nonche' rappresentante di punta della Nueva Cancion Chilena insieme agli Inti Illimani.  L'11 Settembre del 1973 gli Inti Illimani ricevono la terribile notizia dei fatti di Santiago a Roma dove si trovano in tour per promuovere la loro musica e far conoscere la loro terra. Inizia cosi' l'esilio forzato destinato a durare fino al 1988. Il resto e' storia. Quello stesso anno pubblicano Viva Chile! che potremmo tranquillamente definire un fantastico esempio di world music, per il semplice fatto che contiene manifesti tradizionali della musica latino americana come La Festa di San Benito, Longuita, Alturas e il Rin del angelito di Violeta Parra affiancati da inni di musica testimonial; come Venceremos composta per la campagna elettorale del 1970 o La Cancion del Poder Popular e Simon Bolivar.


1963: John Lee Hooker - Don't Turn Me From Your Door

John Lee Hooker nel 1963 decide di mettere insieme una collezione di classici del periodo '50 - '60. Per chi non avesse idea di chi sia quest'uomo si tratta probabilmente di uno dei 3 piu' grandi interpreti del genere mai esistiti autore di piu' di 100 dischi e tornato in auge negli anni '80 grazie ad una sua apparizione nel cult movie The Blues Brothers dove dimostra le proprie doti di chitarrista interpretando un talking blues leggendario. In questo disco il genio del Delta ha 46 anni e' quindi nel pieno della maturita' artistica soprattutto per quel che riguarda l'utilizzo della chitarra elettrica. Molti pezzi storici e folk vengono qui adattati e personalizzati e per questo ancor piu' resi celebri. Don't Turn Me From Your Door

9 commenti:

  1. Vorrei scavare col badile nel cervello di Seimani

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    1. Frank Pozzanghera26 settembre 2013 14:40

      Ti chiami Verdi di cognome suppongo...

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  2. "Disco per certi versi sorprendente soprattutto se parliamo di un gruppo che viene citato come fonte di ispirazione dai Coldplay"

    Cioè?

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    1. Recupero Crediti26 settembre 2013 14:42

      RSK deve avercela con i Coldplay per questioni di danaro.

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  3. Vero che i Coldplay un po' hanno rotto (anche un po' tanto...)

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    1. Che le colpe dei "presunti" figli non ricadano sui padri!

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  4. Secondo me la musica dei Coldplay non c'entra molto con quella di questo disco in particolare. Volevo solo dire questo! E poi Chris Martin mi ha restituito i soldi da tempo per cui non ce l'ho piu' con lui....tranquilli.

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  5. Staiamo parlando d'aria. La vera domanda è: i Coldplay piacciono a Seimani? Se Sì devono morì ammazzati, se no sono degli eroi insuperabili e Maurisio deve sguazzare nel fango del loro giardino dopo un piovoso giorno british demmerda. Dunque?

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  6. Professor Genius26 settembre 2013 19:09

    Secondo me Seimani ha una storia con la moglie di Chris Martin e quindi va ucciso e smembrato e seppellito in varie parti della terra...i baffi, perche' ricordiamoci che Seimani l'Immondo, ha i baffi, devono essere mandati su Marte! Pare infatti che siano proprio i baffi a produrre la seimanoxidrotonina la sostanza che lo rende tanto repellente al genere umano.

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