Ten Second After: Akron Family, Bonobo, Deerhunter, Iron & Wine

di RSK

Sub Verses - di un gruppo di ritorno

Mi ero dimenticato perche' avevo perso contatto con questo gruppo alternative folk Nord Americano chiamato Akron/Family dopo i primi due dischi. Conosciuti soprattutto grazie al sorprendente Angels of Light li avevo poi abbandonati a causa del cosiddetto fenomeno della "cienaga", la palude, una palude profonda nella quale si erano andati a ficcare presi da cambi di formazione e chissà che altro che in sostanza li aveva resi protagonisti negli ultimi tempi di prove opache e poco attraenti. Sorpresona: Sub Verses e' un signor dischetto che vira decisamente verso territori meno malsani delle paludi, piuttosto verso praterie psichedeliche e caleidoscopiche in cui ai classici riferimenti pinkfloydiani possiamo aggiungere Oneida e Animal Collective ma anche quel brav'uomo di Stephen McBean e i suoi Pink Mountaintops. L'anima folk si e' un po' persa per strada quasi i nostri abbiano voluto ricominciare un'altra storia da un'altra parte. Se questi sono i risultati non saro' certo io a fargliene una colpa. Disco che cresce ascolto dopo ascolto come nelle migliori occasioni.



Monomania - di un gruppo sotto mentite spoglie

Eccoli qua dove erano finiti gli Strokes! Non credete a quella brutta caricatura di disco che circola in queste settimane a nome RCA e solo un po' piu' sotto The Strokes.L'ultimo vero disco di Casablancas e soci si intitola Monomania e viene pubblicato sotto il falso nome di Deerhunter; un fantomatico quanto sconosciuto gruppo di Detroit che gioca con il rock'n'roll e l'indie come
io giocavo con la palla (eh eh eh)... E' incredibile ascoltare questo disco e non rimanere stupiti dalla quantita' di rimandi che offre. Nei primi pezzi Pavement, Pixies e il vecchio Beck Hansen si rincorrono come fantasmi che buttano per aria tutto quello che trovano poi il disco dopo pause di pseudo elettronica (forse gli unici bassi del disco) si rivela per quello che e': Alt-Rock! A volte anche molto Low Fi ma in generale ben amalgamato e piacevolissimo tant'e' che viene solo voglia di alzare il volume a palla e decollare...


Ghost On Ghost - di Buffalo Bill

Questo e' il tipico disco che piacerebbe ai surfisti. Mi spiego: i surfisti passano le giornate ad aspettare l'ora giusta per lanciarsi tra le onde dell'oceano, conoscere il loro destino e fare i conti con la quotidiana serie di lividi e ribaltate. 
Questi tempi morti li passano di solito ascoltando musica e leggendo. 
Musica tranquilla un po' fighetta e preferibilmente cantautoriale, come si da il caso sia questo disco di Samuel Beam in arte Iron & Wine. Non credo sia il caso di scomodare il fantasma di Elliott Smith; piuttosto l'anima piu' pop di Ben Harper o un Damien Rice meno depre; ma cio' che fa la differenza e' il ritmo e gli arrangiamenti molto freschi a tratti quasi r'n'b a tratti quasi jazz con un incostante ma piacevole presenza di fiati e pianole, che ricordano proprio quanto sia piacevole e dolce cullarsi su un'amaca in riva al mare con una bibita fresca e in compagnia di un buon libro in attesa della prossima onda. Caught in The Briars, Singers and The Endless Song, Lovers Revolution, Baby Center Stage i capitoli migliori.

The North Borders - di uno che sa il fatto suo

Credo che l'elettronica sia negli ultimi anni il genere più maltrattato della musica moderna. Quante schifezze si sentono da un po' di tempo a questa parte? Io personalmente dopo le abbuffate chimiche e la sbandata più che importante del trip-hop avevo smesso di seguire il genere perso nei meandri confusi dei sottogeneri: Chill Out, Dubstep, Downtempo, Disco, Dance, Ambient, Trance e potrei continuare all'infinito. Tra tutte queste sigle una quantita' di artigiani e "artisti" dell'aperitivo soft in centro con tutte queste varianti sparate a palla per non far sentire le cazzate che generano i silenzi delle nostre menti. Moralismi a parte e' veramente piacevole rincontrare un disco di Elettronica che meriti un ascolto attento prolungato e che generi relax e piacere al tempo stesso. Grandissimo merito a questo Signor Musicista detto Bonobo che mette insieme 58 minuti di ottima musica, senza generi e sottogeneri, alternando il vocale femminile a quello maschile e rimandando all'universo di Bjork giusto per dare un qualche riferimento. Gran disco! Applausi.

4 commenti:

  1. O'Spiritu Santu17 maggio 2013 09:54

    Deerhunter, un fantomatico quanto sconosciuto gruppo di Detroit ? Piano con le parole !
    E' il gruppo di Bradford James Cox, anche conosciuto come Atlas Sound di cui consiglio vivamente di ascoltare quel meraviglioso gioiello pop-psichedelico chiamato "Parallax".

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    1. Beh sara' pure noto ma non quanto gli strokes

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  2. Degli Akron conosco Love Is Simple...carino, nulla più

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  3. Uniqa Certezza17 maggio 2013 14:36

    SEIMANI mostro della palude

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