Bye Bye Ten Years After

Alvin Lee se ne e' andato. Un altro pezzo da novanta della storia del rock britannico passa a miglior vita lasciandoci senza dubbio un po' piu' soli ma anche con un notevole bagaglio di ricordi. Bando alle cinciallegre dunque...e che sia la musica giusta a suonare, in particolare musica proveniente da quel mitico prato verde della contea di Ulster nella citta' di Woodstock che un 17 agosto del 1969 vide come protagonisti proprio i Ten Years After.


and now...ten years after

di RSK


2003 - Black Rebel Motorcycle Club: Take Them On, On Your On

L'immaginario e' quello dei motociclisti ribelli del Selvaggio, film del 1953, capeggiati da Marlon Brando. Cosi' come la banda di centauri scorrazza sulle strade dell'america anche i nostri giovanotti di Frisco scorrazzano sulle infuocate e rumorose strade del rock. L'esordio fulminante dell'omonimo BRMC fa gridare al miracolo per la verita' in un'epoca in cui il revival va maledettamente di moda. I BRMC cosi', si confondono nel calderone immenso di gruppi di giovanotti che da una parte all'altra dell'oceano si smazzano per far rivivere i bei tempi andati. In questo senso si puo' dire che questa sia stata la fortuna e la sfortuna del gruppo, dopo l'esordio infatti, le pretese nei loro confronti sono altissime. Questa seconda fatica, del 2003, li vede smussare gli angoli grezzi dell'esordio pur mantenendo la stessa impostazione rock ma cercando di scrollarsi di dosso pericolosi paragoni con mostri sacri. Disco piacevolissimo sudato e da sudare...che fine ha fatto il vecchi caro rock'n'roll?  eccolo qua!

1993 -  Bjork: Debut 

Sarebbe riduttivo definire questo disco come il vero e proprio debutto musicale di Bjork. Diciamo, meglio, che si tratta del suo debutto in societa' e che da questo momento in poi nessuno si sarebbe dimenticato di lei nell'olimpo della musica che conta. Grandissima artista, grandissima voce e personalita' sarebbe meglio definirla un genio o una dea magari una futura dea del mese sta di fatto che Bjork ha segnato la musica popolare e in particolare elettronica dal 1993 in poi. Da questo esordio eccelso ricco di perle indimenticabili e ancora oggi godibilissime malgrado figlie delle sonorita' tecno, dub e pop dell'epoca sapientemente condite da cori, parti orchestrali, strumenti a fiato e rimandi ad oriente. Human Behaviour, Venus As a Boy, Come to Me, Violently Happy: una manciata di titoli scelti a caso in un disco da prendere a scatola chiusa e da imparare ad amare come lei; il folletto islandese. Bjork!



1983 -  Police: Syncronicity

Nel 1983 i Police hanno gia' detto quasi tutto quello che dovevano dire. Acclamati a livello mondiale in un periodo in cui ancora i supergruppi battagliavano a colpi di milioni di dischi venduti. Sfortunatamente quella non era l'unica battaglia: ce n'era un'altra in atto, intestina, e che avrebbe portato di li' a poco allo scioglimento definitivo della band. Copeland e Sting nell'83 sono infatti ormai ai ferri corti. 
Tra i due e' il secondo il principale artefice di questo disco che segna, con il botto, la fine del gruppo. Un disco in realta' di enorme successo caratterizzato dall'abbandono del sound caraibico, da un occhio al commerciale e alla carriera solista gia' in procinto di avviarsi e dalla raggiunta maturita'. Numerose hit tra cui O My God, la arcinota Every Breath you Take (il video su youtube e' stato visto piu' di 35 milioni di volte) e la colonna sonora del Te nel deserto di Bertolucci Tea in the Sahara. Non vorrei sembrare Seimani ma, riascoltando Syncronicity pur confermandone e sottolineandone l'importanza, come dire, storica, direi che forse il disco risulta...invecchiato!

1973 - Led Zeppelin: Houses of The Holy 

Signore e signori e' con grande piacere che vi presento una delle piu' grandi rock band della storia della musica. Come faccio ad esserne sicuro direte voi? beh lo so perche' nel 2007 quando la band annuncia un concerto reunion a Londra arrivano via internet oltre 20 milioni di prenotazioni in circa 24 ore. Il sito viene chiuso e i 20 mila posti della O2 Arena vengono sorteggiati. Gia' solo questa notizia rende l'idea non credete? Nel 1973 i Led Zeppelin pubblicano uno degli album piu' difficili e controversi della loro carriera. Come al solito caratterizzato da una copertina fantasmagorica senza nessun riferimento al nome della band il disco e' una sorta di punto e a capo della fantastica storia dei 4 Zeppelin: da The Rain Song, The Song Ramains the Same a Over The Hills and Far Away c'e' tutta la storia del rock reinterpretata e rivissuta nella loro carriera fino ad arrivare ai nuovi orizzonti progressivi? elettronici? con brani come The Ocean, D'yer Mak'er, Dancing Days. Un modo "strano" per avvicinarsi al mito Lad Zeppelin e invece una grande scoperta per chi gia' conosce e ama questa pluriacclamata band. Personalmente vi consiglio la visione e l'ascolto di questo fantastico pezzo che forse stona nella scaletta del disco ma che e' considerato uno dei piu' grandi successi degli Zeppelin: No Quarter!


1963 - Bob Dylan: Freewheelin

Ho un ricordo personale bellissimo legato a questo epocale capolavoro che ha ormai 50 anni. Il ricordo e' legato alla sua copertina e a quel ragazzo giovanissimo che cammina sorridente, felice e infreddolito a braccetto della sua ragazza in una strada qualsiasi di un' america allora lontana. Questo disco e' ormai parte della storia della nostra epoca, del nostro passaggio sulla terra e della traccia che abbiamo lasciato e lasceremo noi che abbiamo vissuto anche se non completamente almeno in parte nel XX secolo. Occhio! non sono cosi' vecchio da poter dire di aver vissuto in quegli anni ne' di aver visto personalmente quelle storie di guerra, morte, amore e pace raccontate cosi' profondamente, poeticamente e magistralmente da Bob Dylan ma, posso dirlo, mi sento parte di loro. Sento di appartenere a quella e questa epoca e di poter lasciare che i posteri pensino fra 3000 anni che quella musica, che quel disco di voce e chitarra mi rappresenta. Thank you Bob!

Side one
  1. "Blowin' in the Wind"
  2. "Rocks and Gravel"
  3. "Let Me Die in My Footsteps"
  4. "Down the Highway"
  5. "Bob Dylan's Blues"
  6. "A Hard Rain's a-Gonna Fall"
Side two
  1. "Don't Think Twice, It's All Right"
  2. "Gamblin' Willie's Dead Man's Hand"
  3. "Oxford Town"
  4. "Corrina, Corrina" (Traditional)
  5. "Talkin' John Birch Blues"
  6. "Honey, Just Allow Me One More Chance" (Dylan, Henry Thomas)
  7. "I Shall Be Free"

10 commenti:

  1. Gualtiero Grandi11 marzo 2013 14:20

    Ottime scelte, as usual.

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  2. Copertina strappalacrime.

    Seimani non vale una goccia di urina di Alvin.

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    1. E' Al Bano da giovane vero?

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    2. E' Al Bano da giovane nero

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  3. David Bowie e Jagger amanti ? Peccato non abbiano fatto un figlio.

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  4. Perchè stonerebbe No Quarter ? Gran pezzo...

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  5. Stona per l'atmosfera. Il disco e' molto solare mentre questo pezzo e' abbastanza cupo. Non e' un gran pezzo e' meraviglioso...

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  6. Bello quel disco dei Black Rebel poi pero' hanno cambiato quasi completamente stile

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  7. Assolutamente geniale Patty BBBBBBBBravo...

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