Musicanidi di Maurisio Seimani: Eels, Baustelle, Steven Wilson

a cura di Maurisio Seimani

Steven Wilson - The Raven that refuses to sing




E' possibile farsi ancora coinvolgere, ai nostri giorni, da un album di musica progressive? La risposta potrebbe anche essere sì, se quest'album riuscisse a setacciare il progressive fino al nocciolo per rimuoverne tutti gli aspetti più barocchi, datati e stucchevoli...E' questo il caso di The raven that refuses to sing, terza uscita solista ufficiale del musicista inglese Steven Wilson, già leader e fondatore del gruppo Porcupine Tree. Come scritto si parla di una tipica opera progressive (pezzi dilatati, ma mai prolissi, sempre pronti ad inaspettate virate strumentali), la cui novità risiede però in una coinvolgente immediatezza, piuttosto atipica per un disco appartenente a questo genere. Del resto l'album è frutto di registrazioni durate pochi giorni, di fugaci infuocate sessions svoltesi sotto l'attenta supervisione di Alan Parson (sic!) alla cabina di regia. Il risultato è uno dei dischi più belli che mi sia capitato di ascoltare nell'ultimo periodo, che se la giocherà di certo fino all'ultimo per affermarsi come uno dei migliori di questo 2013. 
Mai date 4 palle e mezzo (per ciò che può valere). Sarà questo il caso. Il tempo dirà  se avrò sbagliato a non darne 5 o se non sarebbe stato meglio restare sulle usuali 4. In fondo sono solo palle che girano. Questo disco, invece, è comunque un super-filotto.
In una parola: super-filotto
Giudizio: 4 palle e mezza.


Eels - Wonderfull glorious


Rincontrare sul percorso certi gruppi, per il sottoscritto, è come rincontrare vecchi amici conosciuti in certi periodi chiassosi e felici della propria giovinezza. Wonderful Glorious, appunto. E' un po' quello che si era scritto il mese scorso per gli Yo La Tengo, autori dell'ennesimo album di notevole spessore della loro carriera. A rendere notevole anche il nuovo album di Eels, invece, non è tanto quanto viene proposto, ma come viene suonato. In recenti interviste Mark Oliver Everet ha spiegato che durante l'ultima tourneè s'era trovato soddisfatto come non mai del feeling creatosi fra i musicisti. Questo feeling si respira in ogni pezzo del nuovo album, che è forse il disco più suonato fra quelli nati dal progetto creato dal geniale cantautore della Virginia. Ed è per questo che le tradizionali composizioni in stile Eels si arricchiscono qui di una trascinante vena groove, che contribuisce a rinfrescarle come fossero prodotte da una band di ragazzini al primo disco. Non male per chi, giunto invece al 17esimo disco della propria attività artistica, sembra oggi divertirsi ancora come prima...e più di prima.
In una parola: fresco.
Giudizio: 3 palle e mezza

Baustelle - Fantasma


Alzare il tiro sembra essere oggi la parola d'ordine di qualsiasi artista o band del nostro paese che sia riuscita, col tempo, a crearsi un seguito di un certo rilievo in mezzo al mare delle proposte musicali che la nostra penisola sta producendo negli ultimi tempi. Partendo da artisti storici, come Afterhours o Capossela, arrivando fino ai Verdena, l'opera di concetto, il concept album appunto, sembra diventata la reazione irrinunciabile ad un mondo di utenti sempre più affezionato all'ascolto superficiale e veloce della musica, dettato da piattaforme come You Tube o Pandora. Non potevano mancare all'appello anche i Baustelle dunque, che con Fantasma si ripresentano con un'opera pomposa e pretenziosa, nella quale i temi dell'amore, della morte, e della povertà morale ed etica del nostro presente, vengono srotolati nelle orecchie dell'ascoltatore come pellicole di un vecchio film, che sembra non voler cambiare mai. Le atmosfere anni '70, care alla band toscana, si avvalgono qui, tra le altre cose, del contributo di una band sinfonica di ben 60 elementi, la Film Harmonica Orchestra di Breslava, Polonia, e di alcune registrazioni eseguite nella fortezza medicea di Montepulciano. Disco pretenzioso appunto, che a tratti potrà apparire anche supponente, ma senz'altro un altro album volutamente importante del panorama italiano di questi tempi. Peccato che l'impostazione vocale di Bianconi sembri anche nel caso in questione, come nei dischi precedenti, un'imitazione quasi caricaturale del timbro di De Andrè e che il progetto appaia a momenti realmente troppo altezzoso. Ma non sono certo questi i dischi della cui uscita non si possa essere contenti per la nostra musica.
In una parola: altezzoso.
Giudizio: 3 palle.

Saluti a tutti,

Maurisio Seimani.

Prossimamente in REC in breve: Atoms for peace, My Bloody Valentine, Cesare Basile, Unknown Mortal Orchestra ed altri ancora...

10 commenti:

  1. Pensavamo che te ne fossi andato per sempre e invece sei ancora qua a rompere i coglioni.
    SEIMANI vattene !

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  2. Seimani voragine immonda di disgusto e ignoranza.

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  3. Seimani, ma sei proprio sicuro che I baustelle non ti abbiano fatto cagare?

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  4. Occhio di Falco7 marzo 2013 18:33

    Ma è un maiale Nick Cave !

    In copertina sta importunando, come il peggior SEIMANI, quella dolce ragazza.

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    1. Falco dell'occhio7 marzo 2013 18:42

      Anche Lou Reed è uno sporcaciun !

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  5. Non c' è più moralità nel rock.

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  6. Un gravissimo errore di stampa ha cancellato il vero titolo del nostro ultimo album: PUSH THE SEIMANY AWAY.
    Sentite scuse a tutti i nostri fans.

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  7. Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un Seimani di merda.

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