Il Lato Oscuro dei Flaming Lips - Fusion

The Flaming Lips and Stardeath and White Dwarfs with Henry Rollins and Peaches Doing The Dark Side of the Moon
di Maurisio Seimani

Non so quante persone siano a conoscenza del fatto che tra le curiosità riconducibili al celeberrimo album dei Pink Floyd The Dark Side Of The Moon vi sia anche quella di vantare un incredibile numero di  rifacimenti e tributi. I primi a cedere alla tentazione furono i Phish, band di culto statunitense famosa soprattutto per le sue esibizioni dal vivo, che reinterpretò tutto il disco nel corso di un proprio concerto nel 1998. Lo stesso fecero per ben due volte anche i Dream Theater, mentre al 2000 risale The Dub Side Of The Moon, recensito qui a lato dal valido Sir Old John Pajama, che ottenne oltretutto un incredibile successo, spianando di fatto la carriera all'ottima compagine reggae Easy Star All Star. Piuttosto celebre anche Return to dark side of the moon, un progetto del bassista e cantante statunitense Billy Sherwood (già a più riprese collaboratore degli Yes) che, chiamati attorno a se moltissimi amici musicisti, sviluppò un'altro tributo al capolavoro in questione. 


In questo numero di Fusion però ci occuperemo di The Flaming Lips and Stardeath and White Dwarfs with Henry Rollins and Peaches Doing The Dark Side of the Moon
Nato da un'idea partorita dalla vulcanica mente di Wayne Coyne, leader dei Flaming Lips, l'album, come sottolineato dal prolisso titolo, si avvale anche della partecipazione del gruppo Stardeath and White Dwarfs (band formata da uno dei nipoti dello stesso Coyne), di Henry Rollins, e della controversa artista canadese Merril Beth Nisker (alias Peaches).
Commercializzato su iTunes nel dicembre 2009 (quasi un regalino di Natale dei Flaming Lips per tutti i loro fans) il disco venne poi distribuito in sole 5000 copie in vinile dall' etichetta Record Store Day nell'aprile del 2010.

Venendo ora alla recensione: è chiaro come operazioni di questo tipo non possano essere giudicate perdendosi in inutili confronti con l'opera originale. Alla base di esse non v'è infatti alcuna intenzione di sfidare in qualche modo la superlativa bellezza di un capolavoro ineguagliabile. V'è invece più spesso la sincera curiosità di ripercorrere "quel viaggio" ricreandolo ex-novo, anzichè accontentandosi di farsene investire per l'ennesima volta da semplici ascoltatori. Questo discorso vale ancor di più se si parla dei Flaming Lips, ad oggi cosiderati uno dei nomi più importanti della scena rock contemporanea: produttori di dischi sistematicamente apprezzatissimi da critica e pubblico e ricercatori instancabili di nuove esperienze musicali. 
Forti della loro credibilità, e della collaborazione degli altri validissimi musicisti coinvolti, i nostri si sono perciò buttati nell'impresa con divertita e scatenata scioltezza, dando vita ad nuovo viaggio che, esaltando le sfumature più acide del masterpiece dei Pink Floyd, riesce a trascinare l'ascoltatore in territori completamente diversi. L'album risente dell'influenza dello stupefacende Embryonic (Flaming Lips, 2009), che immediatamente lo precede, e che bagna dei suoi influssi malati ogni nota qui prodotta. La sensazione (provocazione?) finale, voluta o meno che sia è, per paradosso, quella di trovarsi di fronte ad una versione di Dark Side of The Moon realizzata da un Syd Barret ritrovato...non è la metà oscura della Luna questa, quanto una foresta oscura in cui potrebbe perdersi Alice inseguendo il bianconiglio nel Paese delle Meraviglie.
Una foresta oscura dove la presenza di un certo cappellaio matto continua a farsi sentire.
Perdiamoci...

11 commenti:

  1. the dark side of the facia da cul di seimani de merda...volevo eguagliare la lunghezza del titolo!
    il fatto che tu te ne esca fuori anche con quest'altra rubrica mi fa venire da vomitare...

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  2. Non conosco, ma da adesso non avro' piu' scuse, il dark side dei flaming lips che peraltro adoro, mentre conosco fin troppo bene il disco degli Easy Star Alla Star che effetivamente e' superspaccachiappe e, mi vergogno quasi a dirlo, non fa rimpiangere l'originale!

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  3. Spacca di bestia la loro versione di Great Gig in the Sky (che tra l'altro è una canzone difficilissima da "coverizzare")

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  4. Aò scemo, ma te stai ad allargà ?

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  5. Wall of London8 febbraio 2013 08:43

    Seimani is God.

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  6. Controversa artista canadese Merril Beth Nisker ? Why ?

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    1. Tu come la vedi?

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    2. Ho ascoltato due canzoni e fa cagare. A te piace? E allora vedi? E' controversa...

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    3. Mai sentita...pensavo fosse una cantante maledetta, una di quelle che mangia i pipistrelli sul palco o similia.

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    4. effettivamente per controversa si potrebbe pensare al fatto che sia una tipa strana, ma attenzione perche' con seimani non si puo' mai dire...lui e' uno che e' capace di dirti "ehi! sai che mi sei proprio strasimpa" e dieci minuti dopo ti tira sotto con il suo suv...si perche' lui c'ha il Suv!!!

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