Ten Years After: Beth Gibbons, Rustin Man, Nick Drake, PJ Harvey, The Dream Syndicate


di RSK
Ten years after è solo un modo per parlare di dischi che mi piacciono e che in diversi momenti della mia vita hanno riempito gli spazi d'aria dell'ambiente circostante. L'anno, la data, è solo la scusa per scovare ricorrenze decennali e unire dischi che tra loro non hanno, forse, nient'altro in comune. Il fatto è che ultimamente sono fuori dal giro e le uscite settimanali anche volendo non mi permettono di approfondire gli ascolti...qualche anno fa invece la storia era diversa, il tempo a disposizione era di più e  il mercato volenti o nolenti poneva un filtro naturale, un setaccio che bloccava sul nascere molte delle offerte che oggi abbiamo facilmente a disposizione grazie a internet. Bando alle ciance: questi sono i 5 titoli del mese: consigliati, ovviamente, a quanti vogliano rifarsi i timpani dopo aver sopportato le lagne proposte da quel putrido nullafacente di Seimani.

OUT OF SEASON – 2002
Beth Gibbons – Rustin Man – UK
 

Ecco un disco che non è mai fuori stagione, i dischi belli e importanti del resto non lo sono mai. Nel 2002 i Portishead, il gruppo di cui Beth Gibbons è cantante, sono uccelli di bosco già da 4 anni (1998 data dell'imprescindibile Roseland NYC Live ). E' abbastanza strano perciò vedere una delle più importanti rappresentanti del Bristol Sound e del Trip Hop più o meno al capolinea, collaborare con uno dei responsabili della peggiore rottura di timpani e palle possibile,  come Such a Shame e menate varie (parlo dei Talk Talk e di Paul Webb), ovvero Rustin Man. Un duo apparentemente mal assortito dunque. In realtà questo disco si rivelerà la vera e propria sorpresa dell'anno. Ambiente blues per dieci splendide ballate composte da Rustin Man, alla chitarra, impreziosite da una delle migliori voci della storia recente della musica. Un disco che cresce ascolto dopo ascolto: le atmosfere rilassate e leggermente retrò fanno pensare inevitabilmente al cazzeggio casalingo delle domeniche pomeriggio d'autunno. Ma la malinconia in fondo è un vestito buono per tutte le stagioni e più di ogni altra cosa questo disco trasmette emozioni.

DRY – 1992
P.J.Harvey – UK
 

Che cosa c'entrano una ragazza britannica di nome Polly Jean e il compositore pesarese Gioacchino Rossini? Non lo so, ci sto ancora pensando a distanza di 20 anni, sta di fatto che quando nel 1992 usciva questo folgorante, grezzo, sporco e urlatissimo esordio della nostra, il sottoscritto non poteva fare a meno di tirare in causa i Crescendo Rossiniani, cioè quella tecnica che consiste nella ripetizione di alcune battute, nella quale gli strumenti entrano gradualmente, e nel contempo eseguono un crescendo dinamico, un'accelerazione ed infine un'esplosione liberatoria. In una parola Dry. Certo, paragone azzardato, ma che serve giusto per far capire la tensione emotiva persistente  di un'acerba, ma motivatissima, P.J. L' alternative rock è all'apice della sua stagione migliore; è appena esploso il grunge. Sicuramente non è il suo disco più famoso ma è l'inizio di una grande carriera che, tra alti e bassi, l'ha portata a diventare una delle indiscutibili sacerdotesse del rock.

THE DAYS OF WINE AND ROSES - 1982
The Dream Syndicate – USA
 

Quante volte negli ultimi anni avete sentito dire cose tipo: “questo disco suona come...”, “quest'altro sembra di sentire quel cantante di tanti anni fa” e stronzate varie. Un po' a causa del fatto che a volte i re-censori hanno poca fantasia, o stimoli, e un po' perché alla fine la musica sono sette note musicali e molta fascinazione. In questo caso potremmo dire lo stesso di questi giovani scapestrati di L.A che nel lontano 1982 decidono di rendere omaggio ai loro più grandi idoli: i Velvet Underground. Ovviamente siamo lontani da New York e anche dagli anni 60 perciò il risultato è un gioiello di rock psichedelico e noise-rock. Un disco per capire un' epoca e per tuffarsi nel Paisley Underground: se non ci credete ascoltatevi Halloween o When You Smile.
 
PINK MOON – 1972
Nick Drake – UK
 

"L'ho visto scritto e l'ho sentito dire 
La luna rosa sta per venire 
E voi non volate così alti 
La luna rosa vi prenderà tutti 
E' una luna rosa..."

Ecco uno dei miei dischi preferiti, pensandoci bene uno di quei dischi che ascolto quando svogliatamente non ho voglia di ascoltare niente. Sinceramente credo che, se esiste qualcosa che al giorno d'oggi possa definirsiopera d'arte, sia un disco come questo. Nick Drake lo scrisse e lo compose di getto, senza provare, quasi come dovesse comunicarlo con urgenza e non volesse sporcarne il significato profondo con registrazioni in studio come si fa per qualsiasi disco dal quale si voglia ottenere risultati soddisfacenti anche dal punto di vista tecnico. In questo senso, più di altri, Nick Drake si può definire un artista. Il disco dura appena 29 minuti e le liriche sono piene di tematiche quali amore, morte e futuro; tipiche di un ragazzo di 23 anni depresso o semplicemente di un ragazzo di 23 anni. E' sostanzialmente un disco acustico anzi forse è per eccellenza IL disco acustico, solo voce e chitarra e un'atmosfera intima e rilassata...nell'attesa di andare sulla luna!

"Puoi dire che il sole sta splendendo se proprio vuoi
Io vedo la luna e mi sembra così chiara."

THELONIUS MONK – 1962
Monk's Dream – USA
 

"Il sogno di Monk" è il primo disco di questo grande pianista jazz, considerato uno dei massimi esponenti del genere e noto per il modo unico con il quale ha interpretato lo strumento: con i cambi di ritmo, le pause e gli improvvisi svarioni con le dita che facevano sembrare le sue interpretazioni simili a quelle di un ubriaco che, rimasto solo nel locale notturno alle 5 del mattino, prenda in mano la situazione e strimpelli qualcosa per il pubblico rimasto. Se non ci credete, ascoltatevi la rivisitazione di Just a Gigolo presenti in questo disco. A parte questo suo tratto caratteristico, ormai considerato un classico, Monk nella sua lunga carriera ha collaborato con i più grandi batteristi e sax tenore del Jazz da Frankie Dunlop (presente in questo disco) a Art Blakey, da Sonny Rollins a Johnny Griffin e naturalmente John Coltrane. Il Jazz è un genere ostico, per così dire, imparare a conoscerlo ed amarlo richiede pazienza, un po' come imparare una lingua. Ecco, questo disco è un po' come l'ABC: è il modo migliore per cominciare.

30 commenti:

  1. Il jazz è una sfida che quasi sempre ti vede perdente. Sono troppo superiori i musicisti jazz per le nostre orecchie.

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    1. Il Jazz ti spacca la ghigna.

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  2. Quel disco di Beth Gibson era fenomenale...bravi a ricordarvene!

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  3. Seimani hai poco da ringraziare per quei 200 e passa ingressi nella prima settimana...si sta solo moltiplicando l' orda che un giorno giungerà a spacàt el mus!
    Sta al' ocio.

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    1. Più che altro perchè sono 2000 e passa.

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    2. Salvatore Pozzo6 aprile 2012 11:56

      Crocifiggiamolo!

      Chi?

      Il putrido.
      Il lordo.
      L 'immondo.
      L' ignobile.

      Seimani.

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  4. Me è quell' RSK?

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    1. Si può insultare anche lui?

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    2. Rsk sei un dead man walking.

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    3. RSK bestia corrotta!

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    4. RSK disgustoso mendicante.

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  5. L' album dei Dream Syndicate è uno dei dischi più belli di tutti gli anni 80.

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    1. Gli anno '80 sono stati sottovalutati dal punto di vista musicale o forse troppo legati agli stereotipi della new-wave in realtá hanno sfornato capolavori di cui sicuramente parleremo ancora...

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  6. Seimani senti questo odio6 aprile 2012 14:45

    Così come Seimani è una delle cose più brutte successe la mondo dai tempi di Chernobyl praticamente.

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  7. Gemonius Monk6 aprile 2012 15:27

    Seimani mi sono dimenticato di quanto fosse inebriante la tua ignoranza

    Io me piaceva fare rifare casa di me con soldi di uno che no conosceva io me. se becca spacca faccia di lui.

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  8. Padania incazzata6 aprile 2012 15:53

    La Lega è finita così, perchè ha perso il contatto con la gente. Altrimenti non si capisce come non si sia mai impagnata a sbarazzarci di Seimani una volta per tutte.

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    1. la lega é finita cosi perché é nata cosi e voi vi siete fatti prendere per il culo fin dal primo minuto...banania libera, coglioni!

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  9. Abate Gaeliko6 aprile 2012 19:57

    Come mai scrivi "sacerdotessa" del rock ? Non era forse meglio parlare di "suora" o "madre superiore" ?

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  10. Ma i video ? Sono un optional !

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  11. Leggendo Ten Years After anche a me è venuta voglia di scoprire quali erano i miei preferiti della serie...
    La lista che è uscita è questa:

    2002 Wilco – Yankee Hotel Postfront
    1992 Bone Machine - Tom Waits
    1982 Bruce Springsteen - Nebraska
    1972 Neil Young - Harvest

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  12. Il disco é Yankee Hotel Foxtrot; adoro gli Wilco ma preferisco A Ghost Is Born comunque parleremo sia di loro che di tutti coloro che hai citato anche se Il Boss se la fa con Seimani quindi credo che se ne parleremo sará per spaccargli la faccia

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  13. E quindi, secondo voi, i Talk Talk sarebbero una rottura di palle ? Cazzata gigantesca, e' una delle band piu' importanti degli anni ottanta.

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    1. Ebbene si!Soprattutto nella prima parte della loro carriera per quanto possano essere stati importanti li considero una gran rottura di palle...

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  14. che ne pensate dei Maleficium? Io li adoro...

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  15. Bona Pasquetta a tutti i lettori di Musicanidi ! State bboni......

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  16. Grandi gli Heroes!

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