Joan As Police Woman Live @ Teatro Grande, Brescia, 24/05/2016

di Maurisio Seimani

Cose che possono capitare solo a chi ha la fortuna di avere tra i propri amici e collaboratori un personaggio imprevedibile e spregiudicato quale il nostro The Wildcatter. Telefonata di domenica mattina: "Maurisio ho comprato per sbaglio due biglietti per il concerto di Joan As Police Woman al Teatro Grande di Brescia, perchè avevo letto male il nome ed avevo capito che si trattava di Joanna Newsom..." (?!?) "...e comunque io non potrò andare perchè sto poco bene, quindi te li regalo. E' martedì.". Rispondo di non conoscere molto bene la discografia della cantautrice in questione, ma di accettare di buon grado il gradito omaggio. Tutto questo per dire: ok...non bisognerebbe invischiarsi a scrivere recensioni di concerti di artisti di cui non se ne sa un accidente, ma considerato che generalmente lo fanno cani e porci, permettetteci di concederci un'eccezione.

L'esibizione si svolge nella suggestiva cornice del ridotto del teatro, peraltro ideale contenitore di una performance intima ed intimista che per questo Solo Tour prevede sul palco, oltre all'artista, solo la presenza di un pianoforte a coda e di una chitarra blues. Emergerà nel corso dello show anche la partecipazione di due loop-stations utilizzate soprattutto per fornire un supporto ritmico ad alcune canzoni.
Entriamo nella sala e ci accomodiamo negli unici posti ancora liberi fra il centinaio previsti allo scopo, che indecifrabilmente si rivelano essere due sedie vuote in prima fila proprio sotto il palco. Come diceva una mia vecchia zia di fronte all'impescrutabilità di certi misteri: "Chiamate Maigret".


La cantautrice del Maine Joan Wasser, in arte Joan As A Police Woman si presenta in scena con un abito dorato a si accomoda al pianoforte per due pezzi che ne evidenziato immediatamente le straordinarie doti d'interprete capace di saturare l'aria con esecuzioni di grande intensità. Nonostante questo, un po' per l'elegante contesto, un po' per il piglio cantautoriale "New York School" piuttosto tradizionale, si insinua anche il timore che il tutto finirà per risolversi in uno di quegli sfoggi patinati di stile pseudo-alternativo tanto cari alla nostra cultura radical-chic. Nel nostro paese siamo sempre stati maestri ad invischiare celebrità care alla scena underground americana in situazioni del genere.

Ma invece ogni preoccupazione finisce per dissolversi quando la nostra passa alla chitarra per una di quelle performances che vale il prezzo del biglietto. E' Flash il pezzo che nel bel mezzo dello show incanta i presenti, muovendo emozioni che si potrebbero catalogare solo sotto il termine toccante. L'ipnotico arpeggio di chitarra scuote il corpo dal profondo fino all'epidermide (traduzione: da pelle d'oca), la voce suadente di Joan fende l'aria della stanza e arriva a emozionare l'animo rimbalzando sugli specchi alle pareti. E' il climax assoluto del concerto, uno di quei momenti in cui artista e pubblico diventano un tutt'uno dimenticato nel tempo.

Si ritorna sul pianeta terra e lo show continua fra  ballate confidenziali sospese fra art-pop, jazz, folk e soul che, pur peccando di certa repetitività, riescono a tenere sempre alto il livello della tensione emotiva, mentre Joan elude efficacemente il rischio che il tutto suoni troppo elegantemente freddo concedendosi diversi scambi di battute con i presenti.

In sintesi: poco più di un'ora di musica, ma attraversata da momenti di non comune intensità e grazia, quella grazia profonda che già fu propria (non a caso) di un grande cantautore statunitense di nome Jeff Buckey, suo compagno nella vita quando annegò sfortunatamente in un lago pescando. Succedeva nel 1997 a Memphis, Tennesse. Pochi anni dopo, nel 2001, sbocciava a New York una nuova stella chiamata Joan As Police Woman. Incontrarla dal vivo nel 2016 è ancora un grande piacere.

1 commento:

  1. The Wildcatter25 maggio 2016 15:39

    Un concerto che mi provoca un intenso rosicamento, quindi! Mannaggia alla mia salute, ma sono contento che sia piaciuto al direttorissimo.

    Vedo già gli avvoltoi sopra la mia testa scannarsi l'un l'altro per aggiudicarsi anche il mio biglietto per i Tortoise alla Latteria sabato, a questo punto.

    ma mi riprenderò in tempo!



    forse! ;)

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