Marlene Kuntz: fulgido genio

di RSK

 
Eccoci qua! Prima o poi era inevitabile rendere omaggio ad una delle band più importanti del panorama nostrano degli anni '90, gli anni delle ultime rivoluzioni rock, almeno in termini di tempo, gli anni del grunge e dell'indie ma soprattutto del noise e della no-wave. 
Ed è proprio da lì che Godano e soci nel lontano 1989 prendono la rincorsa per affacciarsi con un demo sul panorama nazionale. Siamo, come vedete agli albori di un decennio che musicalmente parlando è da ritenersi esaltanate per quel che riguarda il rock nostrano. CSI, Afterhours, la scena di Torino, la scena di Catania, la coda di quella di Firenze in realtà esplosa negli '80.



Per chi, come me, ha frequentato la musica dal vivo in modo costante a tratti ossessivo in quegli anni, i Marlene Kuntz da Cuneo, non sono mai stati una band di culto o di nicchia. Andando ai loro concerti e ancor prima comprando i loro dischi ho sempre pensato di affrancarmi alla stragrande maggioranza dei miei coetanei che consideravano i Marlene semplicemente una delle migliori rock-band in circolazione: suoni urticanti, chitarre graffianti, testi urlati, catarsi e esplosioni di rumori; la faccia nostrana della gioventù sonica, il simbolo di una generazione. Fin da Catartica (1994) passando per Il Vile (1996), caratterizzato da un suono ancor più duro e da liriche esistenzialiste, fino a giungere a Ho Ucciso Paranoia e Che Cosa Vedi (1999 e 2000) gli anni '90 rappresentano per il gruppo il decennio d'oro e per certi versi della consacrazione. Almeno a livello di musica alternativa. 
Gli ultimi anni del secolo però sono anche quelli della maturazione non solo artistica e dell'esigenza che nasce dalla stessa musica di ampliare gli orizzonti. 
Il cambio è in arrivo, e si avverte già da Che Cosa Vedi, dalla scelta di aprire alle melodie molleggiate di La Canzone che Scrivo Per Te, con il duetto insieme a Skin degli Skunk Anansie, che proietta il gruppo nelle classifiche aprendo panorami impensati per una band di rock-alternativo. In tutto ciò è la capacità di scrittura di Godano a stupire e strappare applausi; quasi mai banali sempre più intellettuali e citazionisti i testi delle canzoni dei Marlene rappresentano un marchio di fabbrica.

Il nuovo secolo comincia con Senza Peso (2003) che segna un cambio di rotta e una rottura con il passato, da molti, vista come un tradimento verso quello zoccolo duro e puro che urla:"O alternativi o morte". Tutt'altro che una pessima prova Senza Peso, mostra anche l'autonomia nelle scelte di Godano e soci che per niente disposti ad accontentare le "masse" si dedicano alla ricerca di una via sulla quale onestamente proporre la loro idea di musica. Lo scossone definitivo sarà Bianco Sporco (2005) con l'addio di Dan Solo, l'anima heavy del gruppo che se ne va "sbattendo la porta" alla vigilia dell'uscita del nuovo disco. Gianni Maroccolo lo sostituirà per un tour unico anche acustico in cui il suono "addolcito" viene impreziosito dalla presenza di uno dei più grandi musicisti di sempre. I Sonic Youth e il rumorismo da un lato lasciano spazio alla poesia eterea e a suoni più melodici e ricercati quasi pop: la conferma è data da Uno (2007), il disco forse più indigesto nella carriera del gruppo. Con l'apporto minuzioso del talento di Maroccolo i Marlene propongono un disco ancor più sfaccettato e forse estremamente pretenzioso.

È un altro punto di arrivo e di conseguenza una nuova partenza che dopo un estenuante tour riporta Cristiano Godano, Riccardo Tesio e Luca Bergia a riscoprire il noise degli esordi prima con Ricoveri Virtuali e Sexy Solitudini (2010) e infine con l'ottimo Nella Tua Luce (2013).
In mezzo un'infinità di collaborazioni, tour elettrici e acustici, comparsate a Sanremo mezzi passi falsi e vette altissime, sempre all'insegna dell'onestà e della voglia di suonare e andare sempre avanti.


Ai nostri Dio del Mese un grazie di cuore per rappresentare la musica migliore in un'epoca in cui il rock e la musica vivono crisi e rivoluzioni.

In un'epoca in cui il business è la musica dal vivo e non si producono da anni dischi o gruppi nuovi degni di questo nome (l'eccezione nel 2015 è rappresentata dal doppio diluito dei Verdena) ma solo bidoni buoni per riempire ed esaltare le masse nei mille milioni di festival che a partire da Brescia ormai "infestano" il nostro paese.

In un'epoca in cui i Foo Fighters vengono osannati come la rock band più importante del mondo e 1000 persone che suonano in contemporanea, ricevono 23 milioni di visite per un video. 

In un'epoca in cui si urla al miracolo per una scena alternativa musicale bresciana in fermento da un po' più di un lustro ma che non è stata mai capace di produrre un disco. Uno degno di menzione.

In un'epoca infine in cui ci si strappa le vesti per la reunion degli Scisma, visti come dei guru da giornalisti e fans mentre sono da considerarsi poco più di una bella realtà di 20 anni fa!

Infine in un'epoca in cui bisogna chiarire e dire a voce alta che i Marlene Kuntz, che sono ancora qui, sono e sono stati un'altra cosa, non una minestra riscaldata ma semplicemente l'essenza del rock. Quello che piace ai cani di questo blog. Bau!

9 commenti:

  1. Bel post, ma l'analisi (o la provocazione?) sulla scena bresciana mi sembra troppo amara RSK. E' vero, a volte si vuol far passare tutto come buono, solo perchè è "delle nostre bande" e questo è ridicolo, perchè poi così non è. Ma recentemente io stesso ho recensito entusiasticamente l'ultimo dei DonTurbolento che ho ascoltato tantissimo. La repubblica del sole di Giuradei è un'altro dei miei preferiti, poi ci sono i due dei 4 Axid Butchers, come ascolto sempre con piacere anche Isaia & L'Orchestra di Radio Clochard ed il primo di Italian Farmer. Mi piacciono anche gli Hyper Evel che però non battono colpi da un po' e sono curioso di sentire l'ultimo degli Hell Spet...Sono meno sulle mie corde, ma anche Plan de fuga, Jules Not Jude e Ovlov nel loro genere fanno cose valide. Sono solo i primi nomi che mi vengono in mente, ma qualche buon album qui è stato prodotto. Se poi si intende che non sia un Catartica o un Hai paura del buio? ok, ma qui il problema è nazionale...perchè questo riguarda ancor di più dischi di band provenienti anche da altre città che arrivano alla ribalta delle cronache con opere ben peggiori di quelle citate sopra.

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  2. Ma lo volete capire che è solo una questione di soldi, in Italia come all’estero?
    Un tempo quando un etichetta, major o indie che fosse scopriva un talento: a) anzitutto gli pagava uno stipendio (da major a indie cambiava tutt’al più solo l’entità delle cifre in gioco, ma nessuno ti chiedeva di svenarti da solo) b) se non aveva già una band gli metteva a disposizione i migliori musicisti sulla piazza, c) lo faceva seguire da un direttore artistico coi contro cazzi (fin da Elvis il nome di tante rock star è legato a quello di un grande alter-ego che lavorava dietro le quinte), d) gli faceva registrare il tutto in uno studio di registrazione coi contro cazzi con personale qualificatissimo alle console.
    E non a caso venivano fuori i capolavori.
    Oggi: a) nessuno ti paga nulla, né a te né ai tuoi musicisti e devi registrare un album mentre tutti intanto devono campare facendo altro, b) tutti pretendono che gli arrivi lì con l’album già pronto pagato principalmente da te fra enormi sacrifici e corse al risparmio (addio ai grandi studi e spesso anche a personale qualificato). I produttori artistici diventano un amico che passa ogni tanto per caso a buttare lì qualche consiglio.
    Una volta c’era anche più talento? Forse, ma nessuno doveva inventarsi un capolavoro da zero con poche migliaia di euro messe di tasca sua, è da pazzi pensare che anche questo non influisca oggi enormemente sulla qualità della musica.

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  3. In una sorta di situazione Orwelliana si sta distruggendo pezzo dopo pezzo la storia della musica. Investite da questa completa accessibilità ad ogni tipo di proposta presente e passata le nuove generazioni non ci capiscono più un cazzo. Sui forum si leggono le peggio cose: si tende ad attaccare i mostri sacri a favore di loro contemporanei presunti fighissimi che in verità all'epoca non ebbero alcun reale impatto.
    Nevermind diventa così solo un album commercialone, I REM dei sempliciotti, ed i fighi della situazione diventano i My Bloody Valentine, veri paladini dell'alternative rock anni 90.
    Sti stronzi coglioni non capiscono più un cazzo, non capiscono più un cazzo!

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  4. Dear Maurizio
    Ma in fondo era una provocazione. Il commento di anonimo tocca esattamente il tasto dolente. Sono straconvinto che per esempio un gruppo come i 4 acid butchers fosse esploso nei '90 avrebbe dato alla luce un disco della caratura di Catartica perché probabilmente qualcuno li avrebbe aiutati a farlo. Oggi invece ti chiedono il singolo, il singolone, l'ep il demoep solo perché interessa che tu sia vendibile come gruppo o solista live. I dischi non fanno più fare soldi alle "case di produzione" quindi semplicemente non servono. Sono molto molto molto meno importanti. Di contro si punta sui numeri per cui a parte quelli che tu citi e per alcuni non sarei nemmeno così d'accordo saltano fuori centinaia di gruppi usa e getta...se è così nella musica pensate al resto perché in realtà è così per tutto: l'informazione, la tv...ecc.

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    1. Maurisio Seimani3 settembre 2015 16:55

      In effetti anche il discorso di Anonimo qui sopra non è da sottovalutare. Dietro quasi tutte le grandi pietre miliari del rock ci sono sempre stati importanti investimenti che oggi non ci sono più, salvo casi eccezionali. E anche essere legati al mondo indie non voleva dire "sì sì portami il disco già fatto che poi io ti faccio un po' di pubblicità su facebook e contatto tre blog del cazzo" (come poi siamo noi!). Ma appunto non è neanche colpa delle etichette indie che è gente che si sbatte è proprio che non ci stanno i soldi.

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  5. ma quando li pubblicate i dati del sondaggione?

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    1. Maurisio Seimani3 settembre 2015 16:56

      Boh, infatti, quando li pubblichiamo? Facciamo sabato?

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  6. No oh, bisogna raccogliere i voti elaborare i dati, fare le statistiche! Ma sapete dico quanta gente sta partecipando al sondaggione? avete una minima idea della mole di lavoro che ci tocca? C'è mica qualche stagista disponibile a farlo per noi?

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    1. Il tecnico di Musicanidi4 settembre 2015 10:07

      Come data di scadenza ho messo mercoledì prossimo, allora pubblicheremo i risultati. Comunque alta affluenza sì.

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