Musicanidi di Maurisio Seimani: All we are, Matana Roberts, The Phantom Band

a cura di...Maurisio Seimani

All We Are - All We Are

Boogie psichedelico. Così la norvegese Guro Gikling, voce e basso degli All We Are, ha sintetizzato questo nuovo progetto musicale nato in quel di Liverpool ed assemblato assieme al batterista irlandese Richard O'Flynn ed al chitarrista brasiliano Luis Santos. Registrato in casolari isolati fra Norvegia e Galles, e rifinito in una scuola abbandonata del capoluogo inglese, l'omonimo esordio è stato infine prodotto da Dan Carey (M.I.A ed Hot Chip). Quanto mettono sul piatto gli All We Are è una miscela accattivante quanto gustosa di soft-funk, soul, groovy e pop/disco anni 80. Sono generi musicali su cui è un attimo inciampare, scivolando inevitabilmente nello stucchevole e nel tono "troppo commerciale", ma i nostri ne escono vincenti grazie ad un innegabile gusto di fondo che dà al tutto un carattere genuino ed elegante (si prendano ad esempio la bella suite musicale contenuta in un pezzo come GO, o il piglio furbo, ma non banale, di Ebb/Flow o ancora I wear you, che sembra quasi un omaggio al miglior Prince). S'è parlato di disco anni 80, appunto, ma si tratta di musica suonata, e ben suonata qui. Di sintetico v'è ben poco. Ed è un esordio. Un buon esordio. Non un capolavoro, ma un prodotto perfettamente riuscito che... 
...in una parola, ci porta a dire: benvenuti!
Giudizio: 3 palle e mezza.
(Maurisio Seimani)




Matana Roberts - Coin Coin Chapter Three: River Run Thee

Siamo arrivati al terzo capitolo del Coin Coin dopo Chapter One: Les Gens De Couleur Libres (2011) e Chapter Two: Missisipi Moonchile (2013). A perfetta cadenza biennale la Constellation Records ( http://cstrecords.com/ ) pubblica Chapter Three: River Run Thee della grande sassofonista statunitense Matana Roberts. Forse non tutti sanno che la saga Coin Coin è un progetto artistico che cerca di approfondire musicalmente le tematiche storiche/culturali/antropologiche del passato USA. Il terzo capitolo si stacca nettamente dalle atmosfere estetiche del jazz "classico" per avvicinarsi alle sensazioni e agli umori del popolo. Il sassofono di Matana si libera da qualsiasi laccio convenzionale e viaggia scomposto nei 12 racconti dell'album. Sono le voci disornate e caotiche le vere fondamenta dell'opera, la musica è rumore di sottofondo, le note sono schegge di pura improvvisazione. Album difficile privo di melodia e ritmo, estremamente pesante, da ascoltare tutto d'un fiato in totale solitudine. Musica d'avanguardia sospesa nel jazz più free che possiate immaginare, musica sporcata da schizzi elettronici e da moderni droni, rumorismi quotidiani o naturali che si sovrappongono. River Run Thee è un percorso musicale molto lontano dai sentieri che siamo soliti percorrere ma, lo sappiamo bene, spesso le vie solitarie sono quelle che regalano le migliori soddisfazioni. Siate curiosi.
In cinque parole: a vostro rischio e pericolo
Giudizio: n° di palle non definibile.
(Tommy ThecaT)




The Phantom Band - Fears Trending

Sotto il bombardamento delle proposte musicali da cui siamo investiti quotidianamente capita spesso d'affermare: "Questi meriterebbero una fama superiore a quella che hanno". Ma la verità è che coloro che questa fama se la meriterebbero davvero sono pochi e che anzi forse sono più frequenti i casi in cui avviene l'esatto opposto, e cioè che si parli molto di band o solisti che poi 'sti gran fenomeni non sono proprio. Ma della "band fantasma", di quella sì, se ne dovrebbe parlare e molto di più. Restando saldamente ancorata alla sua estetica musicale, che da anni riesce sorprendentemente a fondere senza attriti folk rock di matrice scozzese e krautrock, The Phantom Band sforna fin dal suo esordio (Checkmate Savage del 2009) album di grandissima intensità, senza sbagliare un colpo. Noi li conoscemmo con The Wants (il loro secondo album del 2010) e da lì non hanno mai smesso di sorprenderci. Prima con il complesso,ma bellissimo, Strange Friend ed ora con Fears Trending. L'abbiamo già scritto, non sono i nostri interessati alle virate improvvise. A fare la differenza fra un disco e l'altro è soprattutto l' "umore del racconto", che nella fattispecie si tinge di toni un po' più cupi che nelle precedenti opere. Per il resto, le usuali conferme: una voce ammaliante, una tendenza a rifuggire sempre la banalità senza perdere il gusto dell'orecchiabilità, la capacità innata di fondere appunto il calore umano del folk al gelo dell'elettronica krauta. Su internet di loro troverete poco (non ci crederete, ma su You Tube non c'è un solo video disponibile del nuovo disco, se non l'esibizione live postata sotto. C'era poco da scegliere insomma). Del resto sono The Phantom Band. Sono fantasmi. Sono come li vogliamo e come li vorremmo sempre.
In una parola: imprescindibili
Giudizio: 3 palle e mezza

9 commenti:

  1. Seimani ti riempiamo di botte. Punto.

    RispondiElimina
  2. Oh ma, la Phantom Band nasce dalle ceneri della beta band (mitico gruppo) o sbaglio?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non credo....li hanno definiti un po' i loro eredi, un po' perchè sono scozzesi e un po' perchè anche loro contaminano il rock con l'elettronica (anche se poi la musica è diversa), ma non penso ci siano membri della Beta Band confluiti nella Phantom.

      Elimina
  3. Non so se avete notato ma ci sono 3 copertine altamente artistiche.

    RispondiElimina
  4. Ma sbaglio o negli All We Are c'è anche un po' degli ultimi Blonde Redhead?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pochino pochino però...a tratti anche i Beach House...

      Elimina
  5. Red Ronnie nuovo direttore di musicanidi

    RispondiElimina
  6. Discografia The Phantom Band27 febbraio 2015 18:13

    Checkmate Savage (2009)
    The Wants (2010)
    Strange Friend (2014)
    Fears Trending (2015)

    RispondiElimina
  7. Discografia Matana Roberts27 febbraio 2015 18:14

    Solo/ as band leader -

    Lines for Lacy (2006, self-release)
    The Calling (2007, Utech Records)
    The Chicago Project (2008, Central Control)
    Live in London (2011, Central Control)
    COIN COIN Chapter One: Gens de couleur libres (2011, Constellation Records)
    COIN COIN Chapter Two: Mississippi Moonchile (2013, Constellation Records)
    COIN COIN Chapter Three: River Run Thee (2015, Constellation Records)

    With Sticks and Stones -

    Sticks and Stones (482 Music)
    Shed Grace (2006, Thrill Jockey)

    RispondiElimina