Il Lato Oscuro del B-Side, Ten Second After

di RSK 

 « Occorre entrare nello spirito giusto, per ascoltarlo. C'è ancora un sacco di gente che ama ascoltare la musica in questo modo, cioè prestando attenzione a un'opera nella sua completezza e cercando di entrare nel mood della stessa, invece che limitarsi a fruire di singoli brani più brevi. Ecco, il nostro ultimo disco è dedicato a loro. L'unico concept dietro a The Endless River è il concept di Rick e Nick che suonano come hanno sempre fatto in passato, ma che in un certo senso avevamo dimenticato. Lavorando sulle incisioni tutto ci è sembrato subito familiare. »
 David Gilmour

 « The Endless River? Non lo ascolterò. Non ho più niente a che fare con loro. »
Roger Waters


The Endless River è dunque arrivato. Tutti lo aspettavano al varco quantomeno per essere i primi a poter dire:" io c'ero e io l'ho stroncato! Tiè". Il livello di acidità che circola in rete è ormai inversamente proporzionale al P.I.L. nazionale e a un sacco di gente non sembra vero poter demolire anche le ultime certezze di un passato che fa sempre più paura perchè incomparabile con un presente che fa semplicemente cagare. Parlo di musica e del prossimo...visto che queste non sono le mie idee né sulla musica né sulla vita né tanto meno su quest'ultimo disco dei più grandi di sempre...gli Stanley Kubrick delle 7 note: i Pink Floyd. Il disco non è un capolavoro, sia chiaro, ma innanzitutto non ritengo abbia alcun senso affermare che i Pink Floyd senza Roger Waters non siano tali, né pensare che quelli veri fossero solo quelli di Syd Barrett. I Pink Floyd di Endless River contano la metà del gruppo originale, uno è il buon Nick Mason, più David Gilmour, la cui chitarra si inserisce magistralmente nelle architetture sonore di Richard Wright vera anima del disco, anima dei Pink Floyd e mal valutato non solo da certi fans ma soprattutto da certi bassisti geni, per carità geni, ma un filino megalomani.



Un disco di B-Sides, si sarebbe detto un tempo, che nulla aggiunge e nulla toglie alla Storia del gruppo già scritta e riscritta una e più volte. Un disco che non è solo lo "scarto" delle sessions di The Division Bell, che a distanza di 20 anni non fa una piega, ma incredibilmente restituisce sonorità ben più antiche, addirittura primordiali. Mi riferisco alla Side 1 e alla Shine On You Crazy Diamond sfacciatamente citata nell' incipit di Things Left Unsaid/It's What We Do. Ai rimandi a Saucerful Of Secrets (Sum/Skins) della Side 2 che si conclude con Anisina che nelle mani di Gilmour, accompagnato anche da un sassofono, si trasforma in un pezzo uscito dagli anni '80, floydiani, beninteso. Ancora una volta si salta da un capo all'altro della Storia. I brani sono come delle schegge...viene in mente quella famosa scena finale di Zabriskie Point con una Careful With that Axe, Eugene che fa esplodere il mondo in mille pezzi, i pezzi di un puzzle che compongono l'intero. Side 3 ritorna al presente/passato di The Division Ball con On Noodle Street forse il pezzo meno floydiano dell'album per poi ritornare all'orgia citazionista con le due Allons-y (siamo nei '70) interrotte dall' Autumn '68 (perchè l'autunno è quello che viene dopo l'estate...Summer '68, da Atom Heart Mother e scusate se mi fermo un secondo ad asciugarmi le lacrime) dove il piano diventa un organo pazzesco. Nell'ultima traccia della terza facciata del disco ritroviamo la voce sintetizzata del professor Hawking, esattamente come già accaduto in Keep Talking .

Side 4 ritorna agli anni '60 con un dittico come Eyes To Pearls/Surfacing uscito direttamente dagli Echoes di Meddle e dintorni e si chiude con la sorpresa della voce di David Gilmour nell'unico brano, Louder Than Words, cantato e arrivato direttamente dagli scarti (sic!) di Division Bell.
Lanciato come singolo apripista del disco potrebbe tranquillamente sancirne la fine, anzi di fatto lo fa, non è inoltre chiaro se all'interno del brano vi sia un omaggio a Richard Wright: si sente qualcosa come "Go To Heaven Wright". Ma la versione Deluxe ci propone una bizzarra coda: tre brani extra side TBS9 e TBS14, molto belli, e una sconcertante Nervana che vede un Gilmour preso benissimo da un pesante blues rock '80  sulla strada del cavallo pazzo. Non c'entra nulla con il resto ma pazienza.

Riassumendo: The Endless River è  un disco pieno di simboli; dalla copertina alla scaletta divisa in 4 ipotetici lati. I simboli si sa sono il pane dei Pink Floyd e saperli cogliere può essere un gioco divertente e spossante che richiede pazienza e tempo cosi' come banalmente la loro musica che non permette una fruizione da fast food!
Il vantaggio del disco è proprio questo: per chi conosce ama, ha amato e amerà incondizionatamente la band non c'è bisogno del libretto delle istruzioni si tratta semplicemente di "godere" di un'estensione della storia del gruppo senza altre finalità che non di poter felicemente dire:"anche questa volta, io c'ero!". Chi si aspettava The Dark Side Of The Moon non aveva colto fin dall'inizio il senso dell'operazione discografica, ma siamo certi che se questa uscita dovesse avere un seguito live sarebbero i primi a fiondarsi su internet alla spasmodica ricerca di un prezioso posto in prima fila. Personalmente non ci vedo niente di male forse perché non nutrivo grandi aspettative, non mi sembra scandaloso né insufficiente e anzi credo che se qualche diciottenne dovesse mai leggere questa recensione potrei tranquillamente dirgli che anche nel 2014 un disco dei Pink Floyd caga in testa a qualsiasi cosa possa star ascoltando, chi se la sente di smentirmi? RoScK'n'roll!




Gioventù Soniche:

Non potevo tralasciare una citazione dovuta a un disco di recentissima uscita che sto ascoltando parecchio per il semplice fatto che è un bel disco. Oltretutto il suo autore è Lee Ranaldo ovvero una delle schegge nella storia dei Sonic Youth. Non è il caso qui di soffermarsi a parlare del destino che ha colto come fulmine a ciel sereno la sorte della Gioventù Sonica, di fatto divorziatasi ufficialmente. Dirò solo che il progetto intrapreso dal geniale chitarrista di Long Island, The Dust, per la verità non nuovissimo visto che vanta già 3 dischi, vede la collaborazione della moglie Leah Singer, ironia delle sorti, e, alla batteria, di un altro Sonic Youth: Steve Shelley. Il disco esce quasi in concomitanza con quello della mente degli ex sonici ovvero Thurston Moore. Se del buon vecchio Thurston si può dire che il grandissimo disco appena pubblicato sia in parte debitore della storia del gruppo, e vorrei vedere, di Acoustic Dust possiamo invece affermare che al contrario segue un cammino personale, più intimo, nel quale Ranaldo mette in campo le doti da chitarrista senza elettricità e le doti vocali, già ampiamente apprezzate negli anni sonici. Un disco a tratti nostalgico difficile comunque da inquadrare in terminologie di genere come folk-rock o blues se proprio non riuscite a fare a meno di punti di riferimento, certamente non un disco noise. Magistralmente arrangiato Acoustic Dust  in modo notevole alla distanza nel momento in cui tutte le sue diverse sfaccettature vengono alla luce. I progetti paralleli dei Sonic Youth da sempre molto prolifici, con l'accantonamento, speriamo temporaneo, del gruppo principale rischiano di diventare una miniera d'oro. Attenzione; non che non lo fossero anche in passato (Thurston sforna disconi da tempo immemore) ma ora sicuramente avranno la ribalta che si meritano: uno di questi si chiama Acoustic Dust e porta la firma di Lee Ranaldo and The Dust annotate, mi raccomando e buon ascolto.
Il video proposto è tratto dal precedente e elettrico: Last Night On Earth (2013)

22 commenti:

  1. Il problema è che è LSD che non è più quello di una volta.

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    1. Il Ministero dei Peni Culturali13 novembre 2014 11:25

      E perchè non si investe nella ricerca.

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  2. In verità a me il disco no è piaciuto e punto ,ma avete ragione quando dite che trovare chi lo stroncava dopo poche ore che i brani erano in rete stava facendo solo la parte del pidocchio.

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  3. Voci di corridoio vorrebbero che Carlo Conti li abbia invitati a San Remo...spero vadano così andiamo giù in un milione e glie la devastiamo una volte per tutte quella cittadina dei fiori demmerda e quel festival di stronzi.
    Venezia era un assaggio!

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    1. Un milioooooneeeeeee13 novembre 2014 11:26

      Questa sì che è musica, altro che Endless River!

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    2. Dai commenti che riceviamo ogni giorno si direbbe che questo blog non riesca a far breccia nei moderati.

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    3. Cazzo ma se vanno poi li fanno duettare con Giorgia...che cojoni.

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  4. Ho come l'impressione che tutta la vicenda Pink Floyd sia solo un abile magheggio discografico del vostro Seimani

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    1. Frank Pozzanghera14 novembre 2014 09:47

      Su questo puoi puntarci 100 mila euro a cuor leggero.

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  5. Neil Young Forever13 novembre 2014 16:56

    Cagherete, prima o poi, il nuovo album????
    Grazie

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    1. Il problema è che ascoltiamo davvero quello che recensiamo. Ci vuole più tempo ma...

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  6. Come volevasi dimostrare...i duri e puri del o Waters o morte!

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    1. Risate a dentri stretti14 novembre 2014 09:47

      Ci sono i duri e puri del bidet e ci sono i duri e puri del Waters.

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  7. Maurisio, Maurisio, dacci la bbomba, la bbbomba:

    IL MANCIO ALL'INTER
    (il filippino sgancia la freshka)

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    1. Salvezza piu' vicina!

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    2. Ora vinciamo tutto.

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  8. ...e mentre ascolto i Pink Floyd su Spotify una pubblicità interrompe il disco annunciando che la house music ormai sta prendendo piede in tutto il mondo (e io che pensavo che fosse morta e sepolta) e mentre aspetto il ritorno della musica leggo questo (vd link) gran bel pezzo sull'internazionale ( il giornale di google translate) che definisce il disco noioso perché di musica ambientale...ecco cos'era che mi ero dimenticato...dovevo comprare l'arbre magic!!! casso che stipit!!!

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  9. Si si vabe parlo da solo, ma vorrei solo ribadire due concetti: punto primo l'acidità ormai è un fatto assodato e di questo ultimo disco dei Pink Floyd comunque ne parlano tutti soprattutto male. Secondo punto confermo dopo svariati giorni di ascolto che, ok, è un disco di schegge, magari di provini, magari di ideuzze abbozzate li' e scartate per far spazio ad altri brani che hanno dato vita a The Division Bell che non era comunque sto granchè perchè tanto non c'era più il Guru; che i Pink Floyd ,che cazzo ne sapete voi, non ci sono più dal 1967...ecc ecc ecc che che che ma comunque continua a cagare in testa pesantemente a tutti...

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    1. Io aspetto il rifacimento degli Easy Star All Star, fino ad allora non mi pronuncio.

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  10. Povero Lee Ranaldo, non lo sta cagando nessuno.

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  11. Lee Ranaldo senza Waters? No, grazie.

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