Musicanidi di Maurisio Seimani: La Hell Gang, J Mascis, Royal Blood

a cura di...Maurisio Seimani

La Hell Gang - Thru me again


E' un disco di chitarre Thru me again. Siamo qui nell'ambito di certa psichedelia blues-rock, che s'appoggia soprattutto sulla costruzione di ipnotci riff sistematicamente accattivanti, che vengono ripetuti ossessivamente su tempi geometrici fino a dare loro le sembianze di veri e propri mantra. Nel mentre una voce fluttuante si fa largo qua e là onde impedire che le composizioni escano troppo dal fomato canzone.  Si parte, insomma, da idee semplici, ma è appunto il suono avvolgente delle chitarre, grezzo eppur sinuoso al tempo stesso, ed il loro misurato ed intelligentissimo uso per tutta la durata dell'album, che danno all'opera de La Hell Gang quella marcia in più che rende Thru me again una delle cose più piacevoli che mi sia capitato d'ascoltare dall'inizio dell'anno.

Stupefacente inoltre scoprire che la suddetta compagine non proviene da qualche isolato bayou del sud statunitense, ma da quella sottile lingua di scogliere sferzate dall'Oceano Pacifico, meglio conosciuta come Cile.  E per farla breve insomma: diamine, questo disco se si vuole non sarà un capolavoro, ma scorre nelle orecchie che è un piacere. Que Viva Chile! (Maurisio Seimani)
In una parola: avvolgente
Giudizio: 3 palle e mezza.

J Mascis - Tied To A Star

Il talento immenso di questo signore dai capelli lunghi e ormai tutto meno che corvini non è mai stato in discussione, nemmeno quando è entrato, da tempo, nella seconda vita artistica decidendo come solista di cambiare registro alla propria musica. I clamori indie rock dei Dinosaur Jr. rimangono nella storia, e sarebbero proseguiti per mano, voce e chitarra di Joseph Donald Mascis ben oltre la data dello scioglimento (semi)ufficiale avvenuto nel 1994. A partire dal 2011 però con l'uscita del precedente Several Shades of Way la musica cambia, l'anima indie si placa, le distorsioni si sciolgono nell'armonia di una chitarra che mostra il cuore del virtuosismo. Ed eccoci al 2014: il nuovo gioiello si chiama Tied To A Star, ancora più addolcito e acustico del precedente, è un disco di un'immediatezza disarmante fatto di ballads (scusate il termine retro') costruite sulla grande protagonista: sua maestà la chitarra. In punta di piedi J Mascis modula la propria inconfondibile voce su un tappeto di chitarre ora acustice ora elettriche. Una piccola grande meraviglia.
(RSK)


Royal Blood - Royal Blood

Piacciono fin dall'inizio questi Royal Blood, a partire dal nome e dalle prime note del disco che aprono con un pezzo che fa quasi impallidire i cari vecchi incazzosissimi Rage Against The Machine, soprattutto per via delle ritmiche e dei riff. L'unica differenza è la voce e siccome si parlava, su questo blog di Jack White gli White Stripes sembrano essere un chiaro riferimento di questo duo di Brighton - UK al loro folgorante esordio, almeno il più recente dei riferimenti.
Perché per capire appieno il loro rock chitarristico, veramete crasto, veramente degno di nota, bisogna fare (di nuovo!!!) un salto nei primi anni '90, nel post garage, nel rock&blues (Smashing Pumpkins e Slint su tutti) ma anche alla fine del decennio con dei Sistem Of a Down edulcorati. Meno giocosi dei Faith No More e meno pop dei !!! i Royal Blood sembrano muoversi con disinvoltura su una sottile linea di demarcazione già esplorata, beninteso, anche dalle seconde e terze ondate dei revivalisti anni '00 (Bloc Party su tutti). In fondo niente di straordinariamente nuovo sotto il sole (quale sole?) meglio dire sotto il patibolo (o palco) sul quale rotola la testa dei coronati e scorre il sangue reale! Se si confermano del vivo sono dei signori spaccaculi!
(The Driller Killer) 

10 commenti:

  1. Seimani, come al solito, fai cagare ricci di mare dal culo

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  2. la rubrica I Love you è maschilista.

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    1. Dunque non è la risposta la risposta è perchè? se mi dai una ragione plausibile la togliamo, promesso! pero' deve essere palusibile, perchè se no diciamo che qualsiasi riferimento da parte del sesso maschile nei confronti di quello femminile è maschilismo e quindi tu sei femminista. Due estremi inequivocabilmente paralleli che non si incontrano.

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  3. Perchè scommetto che Georgia Hubley dei Yo La Tengo lì non ce la mettereste...e in questo c'è del maschilismo.

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    1. Frank Pozzanghera3 settembre 2014 12:08

      E' perchè siamo fuori.

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    2. Io adoro gli Yo La Tengo e qualora dovessimo parlarne ce la metterei, in passato abbiamo messo Lydia Lunch e tante altre a questo punto se per te è una questione estetica non hai capito il senso della rubrica e il maschilista sei tu...senza offesa, ovviamente!

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    3. Tempo fa c'era quella bella topolona di Beth Ditto. Non la conosci? Vai a vedere una sua foto, cara Maya

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  4. Maurisio Seimani3 settembre 2014 11:40

    Io me ne lavo le mani.

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  5. Seimani, lavati quella faccia da culo che ti ritrovi che è meglio

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