All Years Leaving, Ten Years After

di RSK

THE STANDS: All Years Leaving


"Dalle radio della costa pacifica degli USA, il nuovo tormentone dell'estate si chiama
All Years Leaving!" 

No non è veramente un annuncio degli anni '60 e no non siamo esattamente negli Stati Uniti; ma è come se lo fossimo con questo piacevolissimo e spudoratamente revivalista gioiellino degli inglesissimi (la città si chiama Liverpool) The Stands che tra gli altri decidono di fare il verso ai mitici Birds (e qui la città si chiama Londra) . Nel 2004, cioè 10 anni fa, si divertono a fare un salto decisamente lungo nel passato e ripercorrono i canoni stilistici di mille band della west coast della rivoluzione contro culturale. Operazione furbetta e quasi agiografica che pero' personalmente colpisce nel segno e regala momenti di divertimento puro. Ascoltare When The River Rolls Over You, uno dei capitoli migliori, per esempio ci proietta immediatamente in una sequenza di nato il 4 luglio circondati da figli dei fiori che mettono molti fiori nei loro cannoni, mentre Always Is The Shame sembra la mitica Bandiera Gialla di Pettenati Gianni da Piacenza suonata al rallentatore e cantata da Bob Dylan, non ci credete? provare per credere razza di seimanidi!!! Malcagati e sommersi di critiche per il secondo disco del 2005 i nostri cari ragazzi si sciolgono nell'acido continuando con carriere soliste tutt'ora in voga. Lungi dall'essere un capolavoro questo disco godibilissimo esplora nuovi orizzonti nel concetto trito di coverband. Perché cosi poche visite ai loro video?



C.S.I.: Ko De Mondo

Non fare di me un idolo mi brucero'
Giovanni Lindo Ferretti

Possiamo dire tutto e il contrario di niente sulla figura punk e sempre controcorrente, anche nell'ortodossia, del compagno, fedele, guru, padre, santone Giovanni Lindo Ferretti front man di uno dei gruppi cardine della scena punk e alt rock nazionale. Un gruppo camaleontico capace di cambiare, stupire e colpire sempre nel segno; prima come CCCP poi come CSI e infine come PGR. C.S.I. oltre ad essere l'abbreviazione del Consorzio Suonatori Indipendenti segue anche, dentro la storia, il cambiamento epocale in corso nel mondo dalla caduta del muro in poi. L'Unione Sovietica diventa infatti la Comunità degli Stati Indipendenti. Al cambio di nome segue anche il cambio stilistico e di formazione. Nel 1994 i reduci Ferretti e Zamboni danno alla luce insieme ai nuovi ingressi Maroccolo, Canali e Magnelli e Ginevra di Marco l'esordio Ko De Mondo, dello stesso anno sarà l'indispensabile unplugged In Quiete. Il disco contiene poesie decadenti di fine millennio, da fine del mondo; la voce di Ferretti è già quella del profeta, mentre le musiche più acide, più pesanti mostrano arrangiamenti più ricercati e derive alt rock. I pezzi più poetici vengono impreziositi dalla presenza vocale di Ginevra Di Marco. I C.S.I. sono un gruppo totalmente nuovo, il cambio di rotta è evidente e colpisce nel segno. Il disco sarà un successo, uno sparo nella notte della storia.


TANGERINE DREAM: Flashpoint 

1984: Due guardie di frontiera del Texas trovano una jeep sepolta da più di 20 anni nel deserto, con uno scheletro, un fucile e una scatola con 800 mila dollari in contanti. Decidono di tenere i soldi, e cominciano a cercare informazioni sul mezzo. Presto si ritrovano tra i piedi i federali e salta fuori che la jeep potrebbe essere legata all' assassinio di JFK. I federali stanno cercando di coprire tutto, e pensano di  eliminare chiunque sia coinvolto con la jeep
Questa in estrema sintesi la trama del film Flashpoint, un thriller malandato, poco noto e che sarebbe assolutamente passato in secondo piano se non fosse che il regista William Tennen non solo sceglie come coprotagonista uno dei più importanti esponenti del country (Kris Kristofferson), ma soprattutto decide di commissionare la colonna sonora ai Tangerine Dream. Tra i fautori del kraut rock i tedeschi sono già nella loro fase elettro-new age e sfornano un disco di 34 minuti pieno di chiaro scuri. Cupo quanto basta, svarionato quanto basta e in parte, ma solo in parte, perfettamente in linea con l'andazzo patinato dei tempi e del film. Una vera sorpresa da riascoltare a distanza di ben 30 anni, una vera sorpresa perché il disco, strumentale, scorre via che è un piacere con alcuni episodi come Lost in The Dunes da applausi a scena aperta.


FABRIZIO DE ANDRÈ: Canzoni 

Il nostro Dio dell'anno 2014 nel 1974 dopo l'exploit di Storia di Un Impiegato (1973) si dedica ad una raccolta con soli tre inediti: Via della Povertà riadattata da De Andrè e De Gregori dalla Desolation Row di Bob Dylan, Le Passanti, bellissima poesia di Antoine Pol musicata da George Brassens che è anche l'autore di Morire per delle idee. Certo! Se tutti i musicisti pubblicassero dischi di passaggio come questo disco rosa nessuno noterebbe la differenza e nessuno avrebbe da ridire sull'eccessiva presenza di cover se tutte le cover fossero personalizzate e riadattate dall'autore come De Andrè magistralmente riesce a fare. Ascoltate che bellezza la Giovanna d'Arco di Leonard Cohen. In definitiva questo disco sancisce la fine di un'epoca dal punto di vista stilistico per il grande cantautore genovese e l'inizio di una nuova epoca dal punto di vista personale visto che durante la registrazione di Canzoni conoscerà Dori Ghezzi.


RAVY SHANKAR: Portrait of Genius

C'è qualcuno che non sa chi è Ravy Shankar? C'è qualcuno che ignora il fatto che si tratti del più famoso musicista indiano del secolo scorso? C'è forse qualcuno che non ha mai visto un vecchio filmato di Woodstock con una sua performance al sitar? C'è qualcuno che non sa che il nostro è stato maestro di musica e di vita di quei 4 supereroi di Liverpool e in particolare di quel ragazzotto chiamato George Harrison a cui ha insegnato a suonare la chitarra a tre corde?
C'è qualcuno che non sa che il musicista, soprannominato il Padrino della world music non abbia mai riconosciuto la figlia Norah Jones? Infine c'è qualcuno che si rifiuta di considerarlo un genio? No problem! Perchè lo stesso Shankar si attribuiva volentieri doti soprannaturali come dimostra già dal titolo questo fondamentale dischetto necessario per capirne l'arte e la musica. Siamo nel 1964 e il nostro è in pieno fermento tanto che di album nello stesso anno ne vengono pubblicati altri tre. Questo pero' viene considerato dagli esperti la summa della wolrd music mad in india di quell'epoca. Per maggiori info visitate il sito della fondazione dedicata al musicista e gestito dall'altra figlia famosa Anoushka Shankar. 

6 commenti:

  1. Seimani, di te non farò sicuramente un idolo ma ti brucerò lo stesso

    RispondiElimina
  2. Seimani chieda perdono!

    RispondiElimina
  3. Que viva MDC!!!!17 settembre 2014 14:49

    GRANDE IL RITORNO DI JOE THE DOG!!!!!! MA ALLORA E'ANCORA TRA NOI!

    RispondiElimina
  4. Minkia se sono stonato, minkia che bbuona che è l'aria di Bressscia, minkia se fuma quella ciminiera

    RispondiElimina
  5. Con tutto che 140 tonnellate di ossidi d'azoto in più ormai è come aggiungere un dreadlocks alla chioma del Joe The Dog con tutto quello che già ci respiriamo...cioè....non è che cambia poi molto....

    RispondiElimina