Black Uhuru - Sinsemilla (1980)

di Sir Old John Pajama

"Ma come fai ad ascoltare il reggae d'inverno?", mi chiese una volta un amico non proprio amante del suddetto genere. Come si suol dire "era una notte buia e tempestosa" e in verità non era ancora inverno, perchè il mese era novembre, e Lee Scratch Perry usciva dalle casse della mia autoradio conducendoci soavemente verso il solito bar nel quale si sarebbero scambiate le usuali quattro chiacchere fra amici di fronte ad una fresca birra rigenerante. "Ma come fai ad ascoltare il reggae d'inverno?", chiedeva, ed io risposi semplicemente: "In realtà è un problema che non mi sono mai posto...", ma senz'altro comprendevo le ragioni che stavano alla base della domanda: che ha a che fare il mood di questa musica con il grigiore, il freddo attanagliante, l'umidità, di certe uggiose giornate dei nostri mesi più freddi? Per coloro che non siano appassionati di Bob e soci capisco che il tutto debba suonare quasi come un'enorme stonatura.
E allora, dico io, provate i Black Uhuru! Anzi, più precisamente aggiungerei: provate Sinsemilla!



Anzitutto alcuni cenni sulla formazione. Originatasi a Kingston nel 1972, all'epoca dell'uscita dell'album citato questa s'incetrava sulle figure di tre vocalists: Derrik Dukie Gong Simpson (che sarebbe rimasto l'unico membro stabile della band nei decenni a venire), Michael Rose (autore di tutti i pezzi dell'opera) e Sandra "Puma" Jones. Al basso, alla batteria  ed ai controlli, invece, due paladini e pionieri (forse i veri creatori?) del genere drum&bass: i leggendari Lowel Sly Dunbar & Robert Robbie Shakespeare, meglio conosciuti come Sly & Robbie, all'interno delle cui opere i Black Uhuru si erano già ritrovati a collaborare negli anni precedenti.

Sinsemilla, terzo album della band, viene pubblicato nel 1980, ed è il primo prodotto sotto etichetta Island, che aveva messo sotto contratto il gruppo solo pochi mesi prima con l'intenzione di proporlo per la prima volta al mercato internazionale. Non si può certo parlare di un album che abbia rivoluzionato la storia del reggae dunque, la cui strada era già stata spianata negli anni precedenti dalle super-leggende del periodo roots e dal successo stratosferico conquistato da Bob Marley, che sarebbe morto solo l'anno dopo a causa di un trascuratissimo melanoma. Eppure Sinsemilla proponeva un piglio piuttosto innovativo: il tocco di Sly and Robbie contribuiva a dare alle sue tracce un'essenza estremamente scarna e minimalista e l'insistita scelta di accordi in minore dava al tutto un tono molto più malinconico e "freddo" di tutto quanto si fosse stati normalmente abituati ad ascoltare all'interno di un disco in levare. La terza prova in studio dei Black Uhuru prendeva i colori del reggae e li filtrava attraverso una lente opaca, che li mostrava per la prima volta mischiati in un chiaroscuro in cui l'ombra aveva la meglio sulla luce. Il risultato potrà apparire a tratti monocorde, ma nonostante i nostri sarebbero arrivati solo cinque anni più tardi a vincere il Grammy Award per il più variegato Anthem, a parere del sottoscritto è solo in quest'opera e nel successivo Red che la compagine giamaicana mantiene un' intensità tanto trascinante ed un equilibrio così convincente. Molte delle sue canzoni, infatti, sono ad oggi considerate dei classici, a partire dal bellissimo quartetto iniziale Happiness, The world is Africa, Push Push, There is fire, quattro pezzi d'inecceppibile bellezza. E poi la title track Sinsemilla, Vampire...quest'opera trascina l'ascoltatore, traccia dopo traccia, in una mesta danza, sempre ammaliante ed a tratti ipnotica.

"Ma come fai ad ascoltare il reggae d'inverno?". Mai avuto problemi in tal senso, ma se per caso voi ne avete, accettate il consiglio: sbattete sul piatto un po' di Sinsemilla e perdetevi. Enjoy.



Tracklist:

Happiness
World is Africa
Push Push
There is fire
No Loafing (Sit & Wonder)
Sinsemilla
Endurance
Vampire

Bonus tracks:
Sinsemilla (Discomix)
Guess who's coming to dinner

5 commenti:

  1. Seimani sei il solito DROGATO

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  2. Sarebbe bello avere più dettagli sulla cover di Woman-dile Croco-dile.
    E'originale? Chi è l'autore?
    Inoltre, il titolo dell'album ha qualche siginificato particolare?

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    1. Sulla cover sarebbe interessante saperlo, ma il titolo sembra abbastanza chiaro Womandile è la creatura metà Woman e metà Crocodile sulla copertina appunto.

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  3. Alcolista Anonimo8 ottobre 2015 16:29

    Come fai a bere una birra fresca e rigenerante in inverno? Io in inverno bevo solo superalcolici

    per la musica: fai come ti pare

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    1. Sir Old John Pajama8 ottobre 2015 17:03

      Beh, ma la birra è mica come il reggae, la birra ci sta bene sempre!

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