REC - Recensioni in Breve: Jesse Malin, Jackson Scott, Crocodiles, Circuite Des Yeux, Django Django, American Wrestlers

di RSK

Jackson Scott - Sunshine Redux (2015)

Dopo il convincente Melbourne del 2013 Jackson Scott sposta l'asticella della psichedelia ancor più verso l'alto proponendo soprattutto nella prima parte del disco canzoncine degne del Syd Barrett più bucolico e divertito. Senza rinunciare al conseuto miscuglio di noise e new-wave Sunshine Redux si conferma come un'ottima prova di un giovane e interessante esploratore di universi sconosciuti. Suoni malati, echi e rumori di un tempo lontano della musica rivisti con una verve talmente positiva da risultare coinvolgente. I Jesus And Mary Chain ringraziano. vd. Pacify (7,5)



Jesse Malin - New York Before The War (2015)

Classe 1968, Jesse Malin, noto anche per aver preso parte a un film minore di Martin Scorsese (Al di là della vita, 1999), newyorchese del Queen, dalla carriera assai altalenante, con un passato punk e un presente da cantautore. Giusto due coordinate per far capire di fronte a che personaggio ci troviamo. In New York Before The War mette insieme una serie di pezzi alquanto eterogenei passando dal folk al pop con una certa disinvoltura e confezionando almeno tre o quattro ottimi pezzi che giustificano ampiamente l'ascolto reiterato del disco. Il disco decolla dalla metà in poi soprattutto a partire da She's So Dangerous assai Wilconiano (6,5). vd. Addicted

Crocodiles - Boys (2015)

Dei Crocodiles da San Diego avevo completamente perso le tracce da quell'esordio al fulmicotone e strabello del 2009 (Summer Of Hate). Indie e punk mescolati insieme in un omaggio pazzesco ai Jesus And Mary Chain (ancoraaa!) a distanza di quattro dischi e 6 anni li ritrovo "quasi" dove li avevo lasciati sempre intenti a darci dentro con l'indie solo un po' più edulcorati. Questo Boys comunque è un signor dischetto ampiamente consigliabile a chi ancora non puo' fare a meno di low-fi e dirty sounds e ha Echo & The Bunnyman e Stone Roses nel cuore. (7)

Circuit Des Yeux - In Plain Speech (2015)

Sempre in bilico tra il capolavoro e la cagata pazzesca questo interessante lavoro di Haley Fohr in arte Circuit De Yeux è un disco di crocevia. Crocevia tra la sperimentazione e la melodia, la psichedelia e il virtuosismo canoro. Principalmente introspettivo e meditabondo capace di portarci lontano con la mente ma anche di farci atterrare rapidamente grazie a un folk progressivo le cui radici sono chiaramente da ricercarsi negli anni '70. Oltre al chiaro riferimento di Nico a tratti ricorda le sperimentazioni vocali di jazz-prog dell'immenso Demetrio Stratos ma questo forse è un complimento esagerato. Da riascoltare. Vd. Ride Blind (7)

 Django Django: Born Under Saturn (2015)


Figlio di un pop sperimentale e giocoso Born Under Saturn è sicuramente un disco divertente che attira con canzoncine "stupidine" ma mai banali e che, lungi dall'essere un dischetto, nasconde dietro alla vena giocosa un'interessante commisitione di generi e rimandi. Alla fine risulta così un disco che si fa apprezzare alla distanza pur avendo alcune hit come First Light (che rimanda a certo pop anni '80) che colpiscono immediatamente. Secondo disco per gli scozzesi Django Django che sembrano a tratti voler ripercorrere i passi dei compianti Beta Band loro conterranei. (7)

  

American Wrestlers: American Wrestlers

Per concludere un progetto che viene da Saint Louis e dietro al quale si cela Gary McClure frontman di un posticcio gruppo di Wrestlers. In realtà il nostro compone, suona, arrangia e canta tutto da solo nel solco della tradizione folk rock americana. Tanti i nomi che potrebbero venire in mente ascoltando questo pseudo esordio, in realtà il nostro è in giro già da alcuni anni, soprattutto nomi legati al low-fi anni '90. Un piccolo gioiello tra i tanti che quotidianamente vengono gettati in pasto alla rete e che per leggi più o meno legate al caso arrivano alle orecchie dello scrivente. (7,5) Buon Ascolto! vd. I Can Do No Wrong

5 commenti:

  1. Musica troppo leggera

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  2. Risposte
    1. Parli di "canzoncine", "passando dal folk al pop", "canzoncine stupidine"

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  3. ahhh quindi parlavi di Django Django...ok adesso è chiaro. Ma per me invece la scelta è eterogenea se poi quando dici leggera ti riferisci al pop, immagino che quel disco possa essere avvicinato al pop.

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  4. Concito De Gregorio17 giugno 2015 09:39

    Ma quando Seimani ci parlerà a fondo della sua amata Conchita?

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