Musicani Awards 2014


a cura di Frank Pozzanghera

Amici lettori, ben ritrovati. Come caporedattore di questo scalcagnato blog, di cui detesto pressoché ogni cosa, mi tocca nuovamente l'ingrato compito di introdurre i nostri Musicani Awards 2014 (a.k.a Telegatto Suca!) e cioè le classifiche dei dischi che più ci hanno appassionato nel corso degli ultimi dodici mesi. Questo è stato un anno importante per noi: oltre a segnare il raggiungimento delle 100.000 visite da che siamo nati, s'è contraddistinto anche per un sensibile (e per quanto mi riguarda: inspiegabile) aumento delle visite giornaliere, che fa presumere che forse ve ne freghi davvero qualcosa di quello che hanno da consigliarvi settimanalmente quei 4 pelandroni di direttori, vicedirettori e collaboratori che ci ritroviamo. Qui sotto dunque la crema della crema. Come vedrete ad ogni "firma" è stata data la possibilità di gestire il proprio spazio come meglio credeva, non foss'altro perchè dare regole a certa gentaglia s'è rivelato del tutto impossibile.
Comunque...Buone feste e buon anno a tutti.




Qui sotto la Top Ten dei miei dischi preferiti del 2014 (come d'uso in rigoroso ordine alfabetico e non di preferenza):

Aaron Freeman - Free - Man
Segnalato fra i Musicanidi del mese da RSK, questo disco è stata una grande scoperta anche per il sottoscritto. Ballate pop variegate e di finissima fattura. Qui la recensione di RSK
The Budos Band - Burnt Offering
Un funky-groove ricco di fiati si unisce a riff degni del migliore hard-rock. Un disco strumentale di non comune potenza. Qui la recensione.
Clap!Clap! - Tayi Bebba
Parlando d'elettronica, il disco più intenso che mi sia capitato d'ascoltare quest'anno. L'Africa se ne va a braccetto con avanguardia ed old school. Arte moderna. Qui la recensione. 
The Coral - The curse of love
L'ultima cosa che mi sarei aspettato dal 2014 era di venire sorpreso dai vecchi Coral, che francamente davo ormai per dimenticati. Meno rumore ed elettricità ed un nuovo piglio calmo e trasognante ne rinverdiscono invece i vecchi fasti. Qui la recensione.
Freddie Gibbs and Magdib - Pinata
Ed eccoci nell'ambito dell'hip-hop, con un album che potrebbe convincere anche chi non è un grande estimatore del genere, muovendosi con passo felpato ed esotico nella concrete jungle dei bassifondi di periferia. Qui la recensione.
Goat - Commune
I mantra etnici ed innovativi di questa misteriosa compagine svedese mi avevano stupito al loro esordio. Pur non potendo contare sull'effetto sorpresa, il secondo si rivela più convincente del precedente. Qui la recensione.
La Hell Gang - Thru me again
Fatevi avvolgere dalle chitarre liquide di questa sorprendente band cilena e dai territori aridi evocati dal loro acid-rock. Qui la recensione.
M+A - These Days
Grande disco-music all'italiana stile 80s e 90s. Il disco che è girato più volte sull'autoradio durante le mie vacanze estive. Qui la recensione.
Pink Floyd - The Endless River
I Pink Floyd chiudono la porta nel modo meno patetico in cui potevano farlo, e cioè non cercando di stupire ma confermandosi nella loro classicità. Una pecca? Sì, ce ne sono due: non si può definire nuovo album qualcosa che è stato inciso a fine anni 90 e Anisina è il pezzo più brutto che abbiano mai scritto. Con affetto, chiudiamo un occhio. Qui la recensione di RSK.
Sun Kil Moon - Benji
Intensissimo e bellissimo. Se si parla di classica musica cantautorale stelle e strisce questo è il disco dell'anno. Qui la recensione.


Meno proficuo del 2013, meno ricco di sorprese, il 2014 mi ha regalato alcune perle degne di rimanere e molte sorprese soprattutto, devo dire, da vecchie conoscenze.


Il disco che più ho amato quest'anno viene dalla Pennsylvania, patria putativa degli Ween, gruppo di alt rock attivo già dalla fine degli anni '80 e per tutti gli anni '90. Proprio uno dei suoi fondatori, Gene Ween, al secolo Aaron Freeman, ci regala un disco che, senza vergogna, definirei capolavoro. Un disco perfetto dalla A alla Z, geniale nel mischiare anima pop, cantautorale e rock! A parte i generi e i rimandi, la sua forza sono le canzoni, bellissime e a volte diversissime per piglio e stile. Tra tante ne scelgo tre Covert DiscretionGolden Monkey e Delicate Green. Buon ascolto!



L'evento assoluto del 2014 e non solo, non delude le attese che almeno per il sottoscritto non erano trepidanti. The Endless River non è un capolavoro e non è una prova che possa spiccare in una discografia, come quella del gruppo, inarrivabile. Tuttavia è un disco (di b-sides si è detto) che cresce inesorabilmente e che lascia il segno. Polemiche a parte l'ultima prova dei Pink Floyd, che sia un commiato o meno, entra di diritto nella mia classifica personale. Diviso in 4 parti quasi completamente strumentale se si esclude Louder Than Words brano del 1993 da considerarsi quasi un testamento artistico.



Altro disco omonimo, altra sorpresa. La coppia in questione, brother&sister , viene dalla terra dei koala e non è alla prima prova, anzi. Per il sottoscritto pero' rappresentano quasi una novità assoluta, visto che i precedenti dischi li avevo sempre presi sottobraccio ascoltandoli molto di sfuggita. Questo pero' si è insinuato poco a poco mostrando sfaccettature e qualità che lo collocano molto in alto nella classifica assoluta dei dischi duo uomo/donna. Ottima chitarra, sorprendente voce e parliamo di Angus che rappresenta l'anima folk rock. Dalle parti di Hope Sandoval, la trasognante Julia votata al pop.


Fuori dal podio ma più che meritevoli di citazione il ritorno dei Blonde Redhead con una prova, Barragan, che spazza vie le critiche a Penny Sparkle; il fantastico inferno di Lydia Lunch e Cypress Groove e il modern jazz di Ambrose Akinmusire.




  1. La Dispute - Rooms Of the House 
  2. Shellac - Dude Incredible 
  3. Post War Glamour Girls - Pink Fur 
  4. Automat - Automat 
  5. Ambrose Akinmusire - The Imagined Savior Is Far Easier To Paint 
  6. Wild Beast - Present Tense 
  7. Thurstoon Moore - The Best Day 
  8. Damien Rice - My Favourite Faded Fantasy 
  9. Pink Floyd - The Endless River 
  10. More Than Life - What's Left Of Me 
  11. Bill Callahan - Have Fun With God 
  12. Philip Selway - Weatherhouse 
  13. Scott Matthews - Home Part 1 
  14. The Coral - The Curse Of Love 
  15. Badbadnotgood - III 
  16. The Horrors - Luminous 
  17. Primus - Primus & the Chocolate Factory with the Fungi Ensemble 
  18. Thee Silver Mt. Zion - Fuck Off Get Free We Pour Light on Everything 
  19. Echo &The Bunnyman - Meteorites 
  20. Have A Nice Life - The Unnatural World 
  21. Mogwai - Rave Tapes 
  22. Blonde Redhead - Barragan 
  23. Interpol - El Pintor 
  24. The Afghan Whigs - Metamoros 
  25. I Love You But i've Chosen Dark - Dust 
  26. Temples - Sun Structures 
  27. Damien Jurado - Brothers And Sisters Of The Eternal Sun 
  28. GOAT - Commune 
  29. Future Islands - Singles 
  30. Le Luci della Centrale Elettrica - Costellazioni 
  31. Sun Kil Moon - Benji 
  32. Beck - Morning Phase


La gioventù sonica non c'è più...viva la gioventù sonica. Quelle che all'inizio sembravano solo voci a corredo del fatto, inequivocabile, del divorzio tra Kim Gordon e Thurston Moore, cioè due colonne portanti dei paladini della no-wave e del noise, i Sonic Youth, nel 2014 si sono mestamente e naturalmente rivelate fondate. E' stato evidente soprattutto dopo le uscite soliste di Thurston Moore e Lee Ranaldo che con il progetto Dust sforna il disco dell'anno almeno per il sottoscritto. Entrambi i dischi sono accompagnati alla batteria da Steve Shelley, l'altro Sonic Youth. Il 2014 si apre e chiude dunque all'insegna di cio' che resta della band di New York.

 
Lee Ranaldo stacca la spina ma non per provocare un blackout. Proprio cosi': giunto ormai alla terza prova con il progetto The Dust, in compagnia della batteria sonica Steve Shelley, il geniale chitarrista newyorkese sforna un gioiello tutto acustico. Caratterizzato dal consueto timbro vocale e dalle consuete architetture chitarristiche, certo poco rumorose, il disco mostra la classe di un artista in pieno spolvero recuperando pezzi del recente passato e cover prestigiose (Revolution Blues del cavallo pazzo su tutte). Top 3...a caso: Last Night On EarthKey/Hole, Home Chords.

 



The Best Day , cioè il giorno migliore, ma anche il giorno perfetto, perfetto come questo disco, che mostra una volta di più la bravura di un altro musicista unico. Un disco talmente perfetto, verrebbe da dire con un po' di malizia, da poter quasi essere definito come il seguito di The Eternal (2009) che probabilmente passerà alla storia come l'ultimo disco dei Sonic Youth, piuttosto che di Demolished Tought (2011) ultima prova solista e acustica, di questo chitarrista dall'immenso talento. Come si diceva se la gioventù sonica è morta i singoli membri godono di ottima salute.




Sangue, sudore, lacrime e r&r. Gli spaccachiappe del 2014 sono senz'altro questi due scatenati giovincelli inglesi, di Brighton. Sempre con lo sguardo di chi ti dice: "Cazzo guardi?". Con una potentissima miscela di rock, hard rock e garage condensano in poco più di mezz'ora il meglio di Rage Against the Machine, Fantomas, Soundgarden, Sistem Of A Down e QOTSA, facendo saltare per aria il piatto. Se le stanche e fragili ossa ce lo permettessero stage diving e pogo selvaggio sarebbero assicurati.


Menzione a parte per EDJ, cantautorato dream pop di notevole fattura, Mogwai che con Rave Tapes non perdono la classe, e un incredibile remaster targato CSN&Y dal vivo nel tour del 1974.




Registrato a Nashville, Tennessee, l'album che riafferma l'ex White Stripe come uno dei rocker più isipirati dei nostri tempi.
Fresco, scanzonato, sgangherato...Bastano 3 accordi per un rock che va giù come un buon boccale di birra
Il vecchio Black Joe Lewis attacca la spina e infarcisce il suo groovy-funk-rock di elettricità. Il risultato è come d'uso esplosivo.
Riff di chitarra stile heavy rock 70s che non lasciano tregua all'ascoltatore. 
Numero 1 Italia: 
Sonorità che sembrano davvero provenire da lunghe strade deserte del sud degli States quelle del gruppo milanese che da sempre seguiamo. Migliore disco italiano per i vostri viaggi on the road!
Rocknroll!

DJ Macionela




Siamo alle solite, quel cretino di Seimani viene a chiedermi le classifiche. Ma non ha null'altro da fare che riempire le pagine del suo cazzo di blog? Come riuscire a inanellare una serie di pregevolissime uscite? Intendiamoci, nel 2014 mi è toccato fortunatamente ascoltare tanta buona musica (e tanta me n'è sfuggita sotto al naso). Ma non importa, cercherò di recuperare nel 2015 perchè la musica non invecchia, la musica è eterna come la cojonaggine di Seimani. E allora pippati questa classificozza (e guai a chi ci mette becco). 

1. Andy Stott - Faith In Strangers 
2. Francis Harris - Minutes Of Sleep 
3. Liars - Mess 
4. Franco Battiato - Joe Patti's Experimental Group 
5. The Notwist - Close To The Glass 
6. FKA TWIGS - LP1 
7. Glass Animals - Zaba

Sir Old John Pajama



1. Best reggae album 2014 : Hollie Cook - Twice
2. Tarrus Riley - Love situation
3. Lee Scratch Perry - Back on the controls

31 commenti:

  1. Si può avere qualche delucidazione sui tre dischi reggae di Pajama visto che non c'è la recensione? Thankssss!

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    1. Sir Old John Pajama22 dicembre 2014 10:18

      Su Hollie Cook, subito una curiosità, perchè è figlia d'arte e precisamente di Paul Cook, batterista dei Sex Pistols. La madre era invece una corista dei Culture Club e Boy George le fece da padrino. Comunque...ha esordito nel 2011 e Twice è il suo terzo album. Reggae raffinato e molto "all'occidentale" (lei si definisce "tropical pop"), ma riuscitissimo. Il pezzo qui proposto ben rispecchia il sound del disco. Tarrus Riley lo seguo dai tempi di Parables, suo secondo album del 2006 veramente bello nel rispolverare il roots reggae. E' uno dei migliori esponenti contemporanei del genere. Infine Lee Scratch Perry: il leggendario produttore ha fatto un album che può essere equiparato a ciò che è The Endles River per i Pink Floyd. E' un album tributo a Perry di Perry praticamente, che torna alle sonorità di Super Ape e della Black Ark. Ma di questo la recensione c'è se clicchi sul titolo sopra. Ciao.

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    2. Ma che bello è quello di Hollie Cook? Grande Pajama!

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    3. Sir Old John Pajama23 dicembre 2014 09:41

      Thanks!

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  2. Tornate a fare i seri o no?22 dicembre 2014 10:43

    Ma chi se ne frega dei dischi, io voglio la classifica degli insulti a Seimani? E' disponibile?

    (PS: Seimani musicazzide)

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    1. Come evidenziato anche in colonna a sinistra, il post natalizio con la vera classifica che conta sta per arrivare, porta pazienza. Giovedì tutti i migliori insulti indirizzati al nostro odiato direttore verranno srotolati come una pergamena dorata.

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  3. Ma quindi ha vinto Free-Man?

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    1. Il Giudice Gerinetti22 dicembre 2014 18:29

      La vittoria è sub-giudice
      (cioè, Freeman non mi sta sul culo bensì sotto al culo)

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  4. Il tenente Columbro22 dicembre 2014 13:36

    Ma con che regole è stato stilato il classiFICONE? E' tutto un imbroglio di Seimani o c'erano delle regole?

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    1. Con le preferenze di tutti è stata stilata una lista di nomination, poi ognuno ha potuto votare ogni disco di quella classifica con un voto da 1 a 10. Quello che ne è uscito è il classiFICONE. Poi ognuno nel post ha stilato la sua personale.

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  5. Poca Italia però gnari...

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    1. Dici bene, poca Italia

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    2. Maurisio Seimani22 dicembre 2014 16:35

      Non è del tutto vero, semmai poca musica cantata in italiano.

      Gli M+A sono italiani, anche Clap!Clap!, e figurano nella mia classifica. In quella di Tommy Thecat abbiamo Le luci della centrale elettrica ed in quella di Johnny Clash i Pocket Chestnut che sono brianzoli. DJ Macionela ha invece messo tra i suoi dischi del mese Battiato /Pinaxa.

      Per quanto mi riguarda di musica italiana quest'anno ne ho ascoltata parecchia (perchè a mio modo di vedere ne viene pubblicizzata anche fin troppa), ho sentito tante cose buone, e talvolta se n'è anche parlato su queste pagine, ma raramente m'è capitato di restare super-entusiasta di qualcosa.
      Così, dovendo stilare una classifica dei miei 10 preferiti in assoluto, non includerei altri che non quei due che ho già incluso.

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    3. Maurisio Seimani22 dicembre 2014 16:39

      PS: detto questo ogni classifica è legata per forza di cose a scelte soggettive, anzi il senso è proprio un passaggio al setaccio di tutto quanto ascoltato, che si spera possa interessare a qualcuno visto il mare di scelte da cui si viene quotidianamente sommersi.

      (Errata corrige: sopra volevo scrivere "DJ Macionela ha invece messo tra i suoi dischi dell'ANNO Battiato Pinaxa" non del mese)

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  6. Mi sto ascoltando quello dei La Dispute che avete esso nel post...meritava un psto anche nel classiFICONE però...

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    1. Le regole spietate del classiFICONE non hanno pietà per nessuno...

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    2. Il classificone è frutto di mazzette sottobanco. La vera "mafia capitale" è nella nostra redazione.

      ....'no schifo de mierd....

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    3. Maurisio Seimani23 dicembre 2014 09:40

      Come osi mettere in dubbio la veridicità del classiFICONE?

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  7. Vorrei inoltre spendere due parole su PHILIP SELWAY che probabilmente ai più potrebbe parere un perfetto sconosciuto. E invece no!!!!

    Il buon FILIPPO altro non è che il batterista dei RADIOHEAD (carramba!!!!!!).

    Non che la cosa gli permetta gratuitamente di guadagnare posizioni su posizioni nel mio personale elenco però un ascolto attento al suo secondo album solista ve lo consiglio vivamente. PERCHE'??? Perchè è un ottimo di lavoro, perfettamente curato, con evidente richiami radioheadiani, perchè è un album sognante e rilassante, perchè non stanca (cosa difficile di questi tempi)......insomma perchè MERITA.

    E in più perchè è un album dal vago sapore natalizio, non del Natale festaiolo "bere e mangiare" ma del Natale da passare sul divano sotto le coperte a digerire a fatica le chilate di roba ingurgitate.

    AUGURI

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  8. Oh, qui c'è gente che sta comprando dischi su Amazon seguendo i vostri consigli...Seimani, al primo disco brutto vengo a farti un culo quadro!

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    1. AnonimoMaNonTroppo23 dicembre 2014 12:06

      faccio parte di chi ha comprato 2 dischi su Amazon. Come ai vecchi tempi non voglio sentire neanche una nota di Aaron Freeman e Angus&Julia prima di ricevere i cd dall'Inghilterra! poi il mio giudizio sarà spietato!

      abbasso l'internetteeeeee! abbasso la reteeeeeeeee!!!!
      w i bei tempi andati

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    2. Per anonimo ma non troppo...considerato che credo tu abbia seguito il ClassiFICONE che ti hanno fatto i poveri Shellac?

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    3. AnonimoMaNonTroppo23 dicembre 2014 14:15

      sono un talebano e per me gli Shellac sono solo "At Action Park"
      per dire ho il cd di Terraform ma non l'ho mai ascoltato... perché prenderne un altro?
      ho preso i dischi di artisti che non conosco e almeno inizierò l'anno con qualcosa di davvero nuovo, almeno per me!
      solo per questo... W ILCLASSIficone

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  9. W IL CLASSI FICONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  10. Dr Jazz e Mister Funk23 dicembre 2014 16:32

    Per me nel classificone stona un po' la presenza di Ambrose Akinmusire...il jazz andrebbe tenuto fuori da queste faccende...per me poi un po' troppo in alto i Pink, per quanto non sono un denigratore della prim'ora e ascolterò sicuramente Freeman, Callahan e Jurado. Ciao Dogs!

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    1. Un po' ci nutriamo di quanto noi stessi scriviamo. Nel senso che se compare Akinmusire è anche perchè RSK recensì il suo disco qui sopra probabilmente, per quanto di jazz parliamo solo saltuariamente.

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  11. Arrivo fuori tempo massimo solo per sparare quattro cazzate alla rinfusa.
    1. Per me c'è poca musica italiana soprattutto perché vivo fuori dall'Italia e mi sfugge quasi completamente la scena musicale nostrana, inoltre quel poco che ascolto non fa breccia...e sono molto d'accordo sul fatto che si fanno un sacco di cartelle stampa per singoli o ep e la maggior parte sono a dir poco inascoltabili.
    2. Viviamo un epoca confusa e confusionale in tutti i sensi ma c'è di buono che puo' capitare di ascoltare un disco di musica andina oggi uno di reggae o di post post revival post rock o di jazz domani, non ci vedo niente di male...non è intoccabile questo o quel genere perché piu' o meno nobile di un altro. Ambrose Akinmusire è un gran disco che ha fatto breccia e non è poi cosi' elitario come sembra, basta ascoltarlo per rendersene conto.
    3. Grande responsabilità! Enorme responsabilità...di questi tempi comprare dischi a scatola chiusa è un segno di stima superiore a qualsiasi insulto ben riuscito a Seimani! grazie...
    4. Ebbene si per il classificone le mazzette si sono sprecate. Seimani fa PENA CAPITALE

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