I Wish You a Reggae Christmas!

di Sir Old John Pajama

Non so quanto durerà questo blog, ma da quest'anno vorrei inaugurare una rubrica con cadenza annuale consigliando ogni dicembre un buon disco reggae per il vostro bianco Natale.

"Un disco reggae?" , si potrebbe obbiettare, "e che ha a che fare il reggae col Natale?"
Scempiaggini. Ovviamente dipende dall'album reggae che avete in testa, ma in verità vi dico che talvolta non c'è niente di meglio che una buona compilation di musica in levare, mentre si sta stravaccati sul divano a guardare i fiocchi che scendono fuori dalla finestra e le lucine a intermittenza di qualche diavoleria natalizia che lampeggiano da qualche parte fuori o dentro casa. 

O forse, chissà, sono solo scempiaggini le mie, fatto sta che, piacendomi il genere ed ascoltandolo pressochè tutto l'anno, ho finito per costruirmi una strana lista mentale dei miei dischi reggae invernali, quelli da prediligersi per superare una volta ancora la stagione più fredda.

Ebbene...il mio consiglio per le vostre strenne natalizie si chiama Is it rolling Bob? ed è uno di questi. E' una divertente raccolta reggae che mi fece conoscere anni fa il nostro RSK e non si tratta nè di un disco memorabile, nè di chissa che capolavoro del genere. E' anzi un disco leggero, easy listening, senza alcuna pretesa d'essere altro di ciò che essenzialmente è...e cioè una raccolta di classici di Bob Dylan reinterpretati in versione reggae da esponenti più o meno famosi/e del genere. Si comincia dunque con The times they are a-changing reinterpretata da Apple Gabriel (già membro degli storici Israel Vibration) e si prosegue disinvoltamente attraverso la rivisitazione di altri grandi classici del nostro (Lay Lady Lay, Subterrean Homesick Blues, Mr. Tamburine Man, A hard rain's gonna a-fall giusto per citarne alcuni) ad opera di alcuni grandi nomi del passato e del presente della musica giamaicana quali Gregory Isaac, Sizzla, Toots Hibbert, Luciano fra gli altri. A chiudere poi, una piccola chicca: il remix di I and I del celeberrimo produttore Doctor Dread (già Gary Himelfarb), che porta la voce del songwriter di Duluth ad adagiarsi su sonorità caraibiche.

Ripeto. Una raccolta da prendere per quello che è: un simpatico ondeggiante svago reggae da passarsi in compagnia dei pezzi dell'altro Bob, quello che con questa musica ha normalmente davvero poco a che fare, mentre si attaccano le palline colorate sull'albero di Natale
Oppure: prendetelo semplicemente come il mio augurio natalizio a tutti i musicanidi. Oppure: vedete un po' voi come prenderla e comunque...buone feste. Enjoy!

13 commenti:

  1. Una domanda, ma quello nella foto in copertina è Jacob Miller vero?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A buon intenditor...sì, è lui. L'immagine compare sulla copertina di una sua cover di We wish you a merry Christmas, qui in spalla peràò abbiamo proposto quella di Yellowman (Sir OJP)

      Elimina
  2. E' sempre bello quando Musicanidi si tinge di colori rastafari!

    RispondiElimina
  3. Make me a BOB, please

    RispondiElimina
  4. Ma non esiste una donna nel mondo reggae? Tutti uomini frociòn?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sir Old John Pajama18 dicembre 2014 14:40

      Ci sono delle famose interpreti, legate ad altrettanto celebri hit, ma in effetti se si parla delle tappe fondamentali che hanno portato alla nascita ed alla crescita del genere, il ruolo delle donne è stato sostanzialmente marginale a mio modo di vedere...oh ambasciator non porta pene...mica è colpa mia. E comunque ben vengano le smentite se ne avete.

      Elimina
    2. Non facciamo finta che questo avvenga a caso però. Nel reggae, soprattutto moderno c'è tanta misoginia ed omofobia e questo è un aspetto veramente deprecabile di questo genere, diciamolo una volta per tutte.

      Elimina
    3. Sir Old John Pajama18 dicembre 2014 23:06

      Intanto in Giamaica però hanno un primo ministro donna che ha già vinto le elezioni 2 volte.Comunque...non mi tiro indietro: in quanto dici v'è senz'altro del vero, ma non so se c'entri con tema in questione. Ad ogni modo, d'altro canto, non bisogna dimenticarsi che Kingston fino a pochi anni fa (cioè all'ultima volta che ci sono stato di persona intendo) aveva ancora l'aspetto della tipica capitale da terzo mondo e che in alcuni strati del tessuto sociale dell'isola ci sono ancora tanta ignoranza e tanta arretratezza culturale. E' normale che certe contraddizioni effettivamente presenti nella sua realtà affiorino talvolta anche in quella che è la sua musica popolare per eccellenza. Bob Marley, ha sempre incarnato tutto ciò che ci piace della Giamaica, ma la Giamaica ha anche una sua "dark side" non è solo ciò che ci piace di Bob.

      Elimina
    4. Non è solo legato al Reggae è un aspetto culturale tout court, sono d'accordo con te. Per quel che riguarda il genere musicale "moderno" forse ti riferisci al Reggaeton che è omofobo e volgare fin sopra i capelli al pari di tanti altri genere proveniente dal continente latinoamericano principalmente dai Caraibi (Porto Rico, Repubblica Dominicana e Panama)

      Elimina
    5. E c'è anche in certo hip hop ad ogni latitudine del resto, purtroppo.

      Elimina
    6. Si, soprattutto al giorno d'oggi ma l'hip hop piu' del reggae nasce anche per dire qualcosa. Gli esempi si sprecano anche in Italia...mentre il Reggaeton nasce retrivo, ristretto...schifo allo stato puro!

      Elimina
  5. Bel dischetto con chicca finale...

    RispondiElimina
  6. Che chicca anche sulla Virna...complimentoni!

    RispondiElimina