Musicanidi di Maurisio Seimani: Freddie Gibbs & Madlib, Le luci della centrale elettrica, Mac Demarco

La storica rubrica, nata sull'indimeticato Muro di Cani e da cui successivamente ha preso vita questo blog, da questo mese si rinnova aprendosi alle sapide penne di Tommy ThecaT, e RSK, oltrechè all'usuale stilografica da prima donna del nostro impresentabile direttore Maurisio Seimani. 
Nella speranza che questo sia solo il primo atto di una serie di giochi di potere redazionali che porti il vile Maurisio a trasferirsi nell'altro emisfero, speriamo che la scelta serva a svecchiare e migliorare questa rubrica, diversificando quei preziosi consigli, peraltro non richiesti, che il soggetto in questione amava propinarci ogni mese.
Buona lettura,

Frank Pozzanghera

MUSICANIDI DI MAURISIO SEIMANI 2.0
(MAURISIO RELOADED)

comunque a cura di...Maurisio Seimani

Freddie Gibbs & Madlib - Pinata


Non sono un appassionato di cultura hip hop e, conseguentemrente, di rap ne so ben poco, ma il prodotto che più è riuscito a sollazzare i miei timpani questo mese appartiene al suddetto genere ed è frutto della bizzarra collaborazione fra un gangsta rapper dell'Indiana ed il prolificissimo produttore (nonchè polistrumentista, DJ e MC) Otis Jackson Junior, meglio conosciuto come Madlib.
Ad ammaliare l'ascoltatore occasionale di rap, in un disco come Pinata, è il passo felpato e esoticamente trasognante conferito al disco dalle soul suites dello stesso Madlib, e l'interessante contrasto che queste riescono a creare con le liriche e lo stile ruvido e tagliente di Gibbs. L'album, che contiene almeno un'ora di musica, scorre piacevolmente dall'inizio alla fine sorretto in ogni momento dalla speciale alchimia appena descritta, toccando momenti importanti in cui, come ben sintetizzato dall'accativante compertina, le composizioni musicali sembrano volare dal cemento della realtà sub-urbana di qualche metropoli americana, giù fino a una vergine terra d'Africa popolata solo da zebre, elefanti e leoni. Un disco elegante, vero, ineccepibile. Un disco rap che va oltre i soliti dischi rap, ma restando quanto di più rap si possa ascoltare di questi tempi.
In una parola: contrasti
Giudizio: 4 palle
(Maurisio Seimani)

Le luci della centrale elettrica - Costellazioni


...bandiera rossa sventolerà, ma solo sulla costa del mare in tempesta...

Vasco Brondi è uno che divide: o lo ami o lo odi. Sarà forse per il nome, forse per il suo modo di cantare o per i suoi testi, forse perché “qualcuno” lo ha indicato come portavoce dei valori e dei malcontenti della generazione degli anni zero (il populista de “noantri”). Io sto dalla sua parte, è giusto metterlo subito in chiaro. Non potrei fare altrimenti anche dopo aver ascoltato il nuovo album. Il sound si è arricchito e spesso si è stratificato, i pezzi scorrono filati fino all’undicesima traccia (“Questo scontro tranquillo”) che mi fa un po’arricciare il naso e riparte tranquillo fino all’ultima, la quindicesima (“40 Km”). Che dire? Bravo, bene, bis. Bravo perché dopo il secondo album avevo il timore che il Brondi fosse già finito, che le sue idee fossero improvvisamente evaporate grazie al calore che la centrale elettrica aveva generato negli scorsi anni. Bene perché l’album è estramente variegato. Si passa dalle vecchie idee dei primi dischi (chitarra e voce strozzata e arrabbiata) a un uso sapiente dell’elettronica anni ’80, dal blues da osteria (“Blues Del Delta Del Porto”) al punkettino pop radiofonico (“Firmamento”), dalla ballata (“I Sonic Youth”) fino addirittura alla dance (“Ti Vendi Bene”). In poche parole LLDCE osa, cambia, si smuove finalmente dalla sua posizione originale per approdare ad altri lidi. Bis perché non è una cosa da poco, perché ci sono autori/gruppi che da anni perseguono la stessa strada e coltivano lo stesso orto. La curiosità mi porta subito a immaginare cosa mai potrà sfornare in futuro questo ragazzo. Quale sarà la sua strada? In quale direzione incanalerà le sue idee e i suoi fermenti creativi? Oramai il nome ce l’ha, la sua piccola fama se l’è costruita, nel bene e nel male. Sarà libero di fare quello che vorrà, la situazione ideale per mettersi a scrivere una nuova canzone. 
In una parola: variopinto
Giudizio: 3 palle e mezzo 
(Tommy ThecaT)

Mac Demarco - Salad days


Sarà che è arrivata la bella stagione, sarà che con l'età il mio gusto musicale si sta scarnificando, andando paradossalmente a premiare sempre di più la sintesi e la semplicità, rispetto a nuove proposte che, nell'intento di stupire l'ascoltatore, tentano di inventarsi scervellotici e sempre più estremi incastri musicali ("masturbatio grillorum" avrebbe scritto Gianni Brera)...fatto sta che uno dei dischi che assieme a quello di Gibbs/Madlib è passato più volte sulla mia autoradio nelle ultime quattro settimane è Salad days di Mac Demarco. Il nostro, con un piglio volutamente sgangherato, solo apparentemente dinoccolato, e furbescamente cazzaro, ammalia con un catautorato low-fi, contraddistinto da arrangiamenti semplici, ma asserviti a un sound accattivante, caratterizzato da chitarre jingle ai limiti dell'hawaian style, un cantato strascicato e colloquiale, e una sezione ritmica in cui basso e batteria cercano di sfruttare il mezzo tempo tipico delle composizioni di Demarco per prendersela quanto più comoda possibile. Un album divertente, simpatico, perfettamente riuscito per quello che voleva essere. Si arriva a Let my Baby Stay con la sensazione che il nostro ci stia prendendo per il culo con una stramba imitazione di Roy Orbison ma la seguente Passing Out Piece, singolo del disco, ci convince invece pienamente della serietà del progetto e ancor di più lo fa la chicca Chamber of reflection.  "Dal lo fai al ci sei" insomma, ma infine Demarco c'è: ci diverte, ci mette di buonumore e spesso riesce finamai a strapparci un sorriso. Un'indispensabile toccasana contro la "masturbatio grillorum" imperante.
In una parola: jinglejangle!
Giudizio:3 palle e mezza.
(Maurisio Seimani)

Saluti ai Musicanidi di ogni latitudine.

20 commenti:

  1. Solo questo oggi possiamo dirti:28 aprile 2014 09:45

    Gullit è come cervo che esce da foresta.

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  2. Io ricordo il primo meraviglioso album di Madlib "Shades Of Blue", un album di remix con gli archivi della Blue Note Record...DA ASCOLTARE

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    1. Anche di Demarco mi permetto di segnalare 2, il suo primo album che secondo me è anche più bello di questo suo secondo ma forse lo dico solo perchè l'avrò ascoltato 1000 volte, disco da non perdere.

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    2. Mac Demarco è un grandissimo.

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  3. "masturbation grillorum" non l'avevo davvero mai sentita...

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    1. Credo fosse una locuzione latina coniata appunto da Gianni Brera, che il giornalista usava per definire le partite caratterizzate da estremi tatticismi che non portavano nè bel gioco nè goals.

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  4. Vujadin Boskov28 aprile 2014 10:15

    SEIMANI puzza come pitone in salamoia

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  5. Mac Demarco è come pesciolino che fringuella come uccello.

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  6. na-na-na na-nan-nanna
    na-na-na na-nan-nanna
    na-na-na na-nan-nanna

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  7. Alfred Hitchcock è come botte che ribolle di vodka Gullit.

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  8. Noi non applaudiamo?

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    1. #noinonapplaudiamo è la campagna nata su twitter per prendere le distanze dall'ovazione plaudente agli agenti condannati per il caso Aldovrandi durante il congresso del SAP (il sindacato della polizia) che, d'altro canto, ha destato l'indignazione finanche del Capo della Polizia stessa Alessandro Pansa, che ha espresso «vicinanza e solidarietà» alla madre di Federico «non riconoscendosi in alcun modo in comportamenti che trova gravemente offensivi nei confronti della famiglia Aldrovandi e della società civile che crede nell'operato delle donne e degli uomini della polizia». Gli unici personaggi politici che per il momento si sono schierati dalla parte del SAP sono Salvini e La Russa.

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  9. "È terrificante, mi si rivolta lo stomaco. Cosa significa? Che si sostiene chi uccide un ragazzo in strada? Chi ammazza i nostri figli? Provo ribrezzo per tutte quelle mani."

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  10. ma Salvini che soggetto è?

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    1. Salvini è un animale politico, fin troppo.

      Lo sento spesso in radio. Personaggio che dimostra a parole molta serietà (cioè non fa nè il berluska nè il renzi), molto molto lucido nelle sue esposizioni (poi chi ascolta può essere pro o contro ma questo è un altro discorso), capo-popolo leghista che cerca di ridare dignità a un movimento che si è sputtanato da solo, estramamente preparato sugli argomenti "sensibili" all'elettore leghista. E'un politico vecchia specie.

      Se ha appoggiato il sap è solo per puro interesse politico-elettorale.
      C'è qualcuno che i voti li cerca offrendo 80€ al mese, uno che spara stronzate sui lager, uno che appoggia i sindacati dei polotti, l'altro che spara contro i figli di troika.

      Ognuno coltiva il suo misero orto.

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    2. vale sicuramente il concetto che nella grande campagna (elettorale) ognuno si coltiva solo il suo orto, ma resta pur vero che poi non si può però mettere tutti sullo stesso piano: mettere 80 euro in busta paga è una cosa, sparare quattro pagliacciate sulla Germania è un'altra cosa ed esprimere solidarietà a chi applaude degli agenti condannati in primo e secondo grado (nonchè in terza battuta anche dalla Corte di Cassazione) per omicidio colposo di un ragazzo di 18 anni è un'altra cosa ancora. E' giusto che le differenze si facciano.
      Più che altro mi chiedo: ma non ce li hanno dei figli Salvini, La Russa, e tutti quelli che applaudivano? Almeno il rispetto per il dolore di una famiglia che ha perso un figlio, cazzo.

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    3. Salvini di sto cazzo...30 aprile 2014 15:48

      Salvini è un animale e basta, sputa sui poliziotti dello Stato italiano quando vanno ad arrestare quei 4 coglioni del tanko ma sta dalla loro parte quando gli conviene. E' un uomo di merda peraltro politicamente finito, come LaFuffa

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    4. Bentornato Taddeo.

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  11. Che schifo....adesso uno che lancia le banane va pure in carcere....

    E Dani Alves che dice "Sono in Spagna da 11 anni e queste cose accadono da quando io sono qui. Ma penso che bisogna ridere di questi ritardati mentali".

    Scusa? Bisogna ridere di QUESTI RITARDATI MENTALI? RIDERE?

    E allora che arristino pure Alves...questo è vero razzismo, verso persone indifese...e non c'è proprio un cazzo da ridere...capitasse a lui un amico/parente con certi problemi....vorrei vedere quante grasse risate ti fai....brutta merda.

    DANI ALVES TI MERITI TUTTE LE BANANE DI QUESTO MONDO

    ps
    perdonatemi lo sfogo

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  12. Sono d'accordo. Il lancio della banana è una stronzata e il tipo sta pagando esageratamente mentre la vittima risulta essere un coglione viziatello strapagato che probabilmente non conosce la storia del paese in cui vive da 11 anni (peraltro abbastanza indegna).

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