Temples: Sun Structures

di TommyThecaT

E’ arrivata la primavera o, forse, non se n’è mai andata. Tutto rinasce, tutto risplende, è tempo di passeggiate all’aperto in mezzo ai campi, è ora di abbandonare i vestiti pesanti dell’inverno per rotolarsi  felici in mezzo ai prati fioriti. E’ tempo di festeggiare, di urlare, di ballare al ritmo dell’ennesimo gruppo britannico, i ”Temples” from Kettering nel Northamptonshire.
Non preoccupiamoci di quello che si legge in giro e neppure di quello che leggerete qui! Sarà sicuramente il millesimo gruppo british-pop di giovanissimi che viene lanciato sulle scene, saranno fin troppo di moda coi loro cori e falsetti che fanno tanto “scarrafoni anni sessanta”, sarà il milionesimo gruppo che si dà alla neo-psichedelia (in questo caso targata “India”) ma CHISSENEFREGA. L’album non mostra alcunchè di originale (pure le facce dei quattro “templari” non spiccano per originalità), tutto arriva direttamente dai grupponi storici (The Beatles, The Byrds, The qualcos’altro) e viene rivisitato e riammodernato con le tecnologie odierne. Il risultato? Un gran disco che, una volta partito, viene assimilato in un nanosecondo dalla masse cerebrali prontissime a lanciare scosse elettriche ai 4 arti che inizieranno a dimenarsi quasi per incanto.
Cosa aggiungere? Poco altro a parte il progghettone del singolone “Sun structures”, forse l’eccessiva sovra-lavorazione post-incisione, le spaziali orchestrazioni (ascoltasi “The Golden Throne” e “Sand Dance”), la sezione ritmica estremamente aggressiva, le chitarrone hard-rock di “A Question Isn't Answered”, la necessità di ascoltarli alla seconda uscita (che chiarirà di quale pasta sono fatti questi 4 ragazzi: o svoltano vigorosamente o saranno già finiti), l’estrema facilità di ascolto.
Ma basta parole! Questo è proprio il caso di finirla qui e di lasciarsi trascinare nel passato, meglio se con un paio di pantaloni elefantati e di occhialoni superglam. La primavera è arrivata, facciamo festa.


Tracklist:
1. Shelter Song 00:01
2. Sun Structures 03:13
3. The Golden Throne 08:28
4. Keep In The Dark 12:40
5. Mesmerise 17:21
6. Move With The Season 21:03
7. Colours To Life 26:16
8. A Question Isn't Answered 31:30
9. The Guesser 36:44
10. Test Of Time 40:53
11. Sand Dance 44:49
12. Fragment's Light 51:23

7 commenti:

  1. E' arrivato l'arrotino7 marzo 2014 09:02

    Seimani, vorrei affilare i miei coltelli sulla tua lingua

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  2. Sgalambro Dixit7 marzo 2014 16:35

    Il cantante deve convincere delle sue tesi. Contrariamente al filosofo, però, lui può farlo senza argomenti.

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  3. Sgalambro dixit part.II7 marzo 2014 16:37

    Nella musica 'industriale' è immanente l'irreversibilità del tempo. Essa è musica entropica, musica che si distrugge da sé. La musica leggera è la fattispecie dell'autodissolvimento della musica. E tuttavia è l'unica forma di musica che ha senso per tutti. Sul ciglio dell'abisso, Mahler compone Il canto della terra ma canticchia una canzone napoletana

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  4. Sgalambro dixit part.III7 marzo 2014 16:49

    Nell'uomo politico si incarna lo stato medio di una società - i vizi, le mediocrità, i difetti - come se egli ne assorbisse i mali alla maniera dei vecchi stregoni che succiano la ferita purulenta succhiandone anche il maleficium SEIMANI. Così i loro vizi, le turpitudini, il malaffare, sanno di qualcosa di diverso. È come se essi imbrigliassero tutto ciò che di turpe vi è in una convivenza e ne liberassero gli altri

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    1. tradotto vuol dire che gli uomini politici sono lo specchio dei loro cittadini quindi lamentiamoci con noi stessi quando ci lamentiamo con loro.

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  5. In Coerenza!8 marzo 2014 02:31

    C'e' solo una cosa che non capisco in questo blog. Perche' se il nobel per la pace lo danno a Obama non lo possono dare a Putin? Non e' Dio ma siete voi che ci dovete delle spiegazioni!

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    1. Panca Bestia (nel senso di panca a forma di bestia)9 marzo 2014 18:13

      Eh va bè, allora diamolo a Seimani visto che ci siamo.

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