Pink Floyd: Torino, 13 Settembre 1994 - Storie dal Vivo

 


TORINO 13/09/1994 
di RSK

Nel sogno la luce e' accecante e i rumori sono assordanti non posso distendermi oltre la cortina di teste rivolte verso un enorme semicerchio illuminato, altissimo; mi protendo di piu', stiro il collo ma e' inutile non posso andare oltre. Dietro di me si ode uno schianto enorme e poi una fiammata. Un piccolo aereo si e' schiantato vicino, lo sento; le grida di stupore si fanno assordanti. L'enorme semicerchio diventa un occhio gigantesco che ci osserva, due maiali incagniti e tronfi si ingrandiscono, mentre il calore delle fiamme ci avvolge ritmicamente a folate, un calore che brucia il sudore...d'improvviso tutte le teste che mi sovrastano cambiano prospettiva, lentamente si voltano e cominciano a fissare lo sguardo in un punto indistinto alle mie spalle, non staranno fissando me? Lentamente mi volto e la vedo! Un'enorme palla rotante che esplode in un fascio di luce, la luce ci illumina, illumina noi, i nostri corpi...inermi di fronte allo spettacolo, le bocche aperte, i sogni dentro...

Mi sveglio. Sono in un campo di grano circondato da spighe al vento, soffioni che volano insieme alle libellule, nel campo di grano. C'e' un manichino, uno spaventapasseri, con gli occhi fissi verso il vuoto; intorno a me c'e' un sacco di gente che corre, un uomo con una falce smette di falciare il grano per vedere un aereo che plana sulle nostre teste...in lontanza offrono mele e arance ma sono troppo stanco.

Ricomincio a sognare: nello stadio pieno di gente cala il silenzio la notte fonda viene illuminata da migliaia di brillanti di luce, fragore di campane in lontanza, si avvicinano, si avvicinano sempre di piu'. Un basso e una batteria poi la chitarra e tutto ha inizio da dove tutto ebbe inizio...Peter recita i nomi delle stelle da un megafono. Lo spazio siderale ci avvolge non riesco a distogliere i miei occhi dai cieli che girano in tondo. Muto per la paura e agitato...qualcuno nel vuoto mi sussurra “Puoi perderti stanotte. Guarda dentro, non c'è niente da nascondere. Girati e affronta la luce.” “Cosa vuoi da me”...la luce! E' un peccato che in una qualche maniera la luce si stia tramutando in ombra e io gettando il proprio velo su tutto quel che abbiamo saputo, ignari di come i ranghi siano cresciuti, portati avanti da un cuore di pietra, potrei scoprirmi da solo in un sogno d'orgoglio!



Il treno ha un sussulto: “MILANO STAZIONE DI MILANO” sono le 5:00 del mattino e' troppo tardi o e' troppo presto...non ne ho idea non riesco a tenere gli occhi aperti, la coincidenza e' persa ma posso riprenderla...un giorno...nuovo. 




Mi ridesto al suono dei tamburi, la musica entra nella testa e' come un dolore, si innalzano pennacchi di fumo tutt'intorno a noi mentre il tempo passa. Lo spettacolo continua e la gente intorno continua a parlare: ricomincia il basso, un giro di basso martellante. Qualcuno urla: “uno di questi giorni ti ridurro' a piccoli pezzi”.

Arriva la pausa ; io sono piccolo e tutti i miei amici anche, intorno a noi figure sovrastanti di ragazzi adulti che confrontano, paragonano, soppesano, discutono, criticano. Le nuvole di fumo altamente aromatizzate dissuadono anche i piu' musoni, definitivamente! Sembrano di colpo essere tutti d'accordo, io respiro e navigo a vista cercando le risposte nelle tasche dei miei pantaloni. L'aria resta comunque pesante, la fossa e' a soli 10-15 metri da noi, sono maledettamente vicino, non ci credo! Un concerto come questo me lo ricordero' tutta la vita. Mentre mi trastullo in pensieri celestiali e scambio 4 chiacchiere 4 con gli amici, ricomincia la musica. La seconda parte e' da togliere il fiato Shine On You Crazy Diamond apre le danze con quella sua Parte I struggente e infinita, il pubblico ringrazia estasiato mentre osserva le immagini in bianco nero del giovane Diamante Pazzo che non c'e' piu' (con la testa); nessuna tregua e' concessa, in rapida successione partono Breathe e Time ovvero leggere alla voce Storia della Musica. Poi e' la volta del gioiello piu' recente la summa di The Division Bell, l'ultimo disco che restera' tale per sempre, High Hopes. Il repertorio e' immenso si passa un'altra volta da The Dark Side Of The Moon, Wish You Were Here e The Wall che chiude il concerto con i due ultimi bis, immensi.

Ci cacciano, con una follia irrazionale e improvvisa ci cacciano a calci senza troppi complimenti, noi che abbiamo dato il sangue, il respiro e la nostra vita per loro...sono di nuovo nel campo di grano buttato in terra esausto, senza forze. Qualcuno comincia a gridare e si avvicina... Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, Corri, E’ meglio che ti trucchi col tuo travestimento preferito. Con le labbra serrate e con gli occhi sbarrati. Col sorriso vuoto e il cuore affamato. La senti la bile crescere dal tuo passato colpevole. Con i nervi a pezzi quando il battente picchia e i martelli buttano giù la porta e’ meglio che fuggi. Faresti meglio a correre tutto il giorno e scappare tutta la notte. Tenerti i tuoi luridi istinti dentro in profondità. E se porti fuori la fidanzata stasera faresti meglio a parcheggiare l’auto ben nascosta. Perché se ti beccano sui sedili posteriori ad accarezzarle i boccoli, ti riportano da tua madre in una scatola di cartone. E’ meglio che corri. 
 

“ehi, apri! HaHaHaHaHaaaaaaaaaa!
" Martello, Martello"






SCALETTA DEL CONCERTO

ASTRONOMY DOMINE
LEARNING TO FLY
WHAT DO YOU WANT FROM ME
ON THE TURNING AWAY
TAKE IT BACK
A GREAT DAY FOR FREEDOM
SORROW
KEEP TALKING
ONE OF THESE DAYS

SHINE ON YOU CRAZY DIAMOND
BREATHE
TIME
HIGH HOPES
THE GREAT GIG IN THE SKY
WISH YOU WERE HERE
US AND THEM
MONEY
ANOTHER BRICK IN THE WALL PT.2
COMFORTABLY NUMB

HEY YOU
RUN LIKE HELL 

14 commenti:

  1. e' per questo che te lo racconto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avrei preferito non sapere nulla.

      Elimina
    2. Ti capisco...anch'io non posso andare mai da nessuna parte

      Elimina
  2. Io c'ero, e mi ha fatto davvero piacere leggere questo tu resoconto allucinatorio! E' stata un'esperienza indimenticabile.
    ps. i metri dalla fossa erano 10 o 15 all'inizio, ma grazie ai moti conettivi dei vapori, dei fumi, delle anime e del sudore poco dopo ci trovammo aggrappati alla transenna!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Era 'tuo' resoconto e 'convettivi' non conettivi. errata corrige!

      Elimina
    2. Non ricordo l'esatto punto pero' si, ricordo, che ci siamo avvicinati moltissimo alla fossa, in realta' la fossa la mancammo per una mezz'oretta se non sbaglio, eravamo leggermente defilati sulla destra...bei ricordi davvero, grazie Ste, un saluto.

      Elimina
  3. una domanda e' per sempre17 agosto 2012 06:21

    Quand'e' che ci troviamo tutti quanti ad ascoltare la MUCCA?

    RispondiElimina
  4. beccatevi questo

    http://www.youtube.com/watch?v=6rScUiyK3gA&feature=related

    RispondiElimina
  5. Ciai mica un soldino ?

    RispondiElimina
  6. Attento accostatore18 agosto 2012 01:29

    Ho ascoltato la Mucca e ho notato che al minuto 32:15 c'e'una sofferta dedica di Gilmour al nostro Seimani, la canzone e' Summer '68. Ello infatti recita riovlgendosi al cazzone Maurisio: "gudbai truiu'"...ascoltare per credere!

    Seimani si e' infiltrato nelle pietre miliari degli anni '60!!! forse che c'entri qualcosa anche con la follia precoce del povero Syd?

    RispondiElimina